Zaza e il trauma di Euro 2016: “ho perso tanto peso…”, poi spiega il fallimento West Ham

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    Zaza (LaPresse/Fabio Ferrari)
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Simone Zaza è tornato a parlare dopo la deludente esperienza al West Ham, ritornando anche su quel rigore fallito ad Euro 2016

Simone Zaza si è concesso in una lunga intervista ai microfoni della ‘Gazzetta dello Spoer’ provando a spiegare il motivo per cui con il West Ham non è andata bene: “Conte a Londra mi ha raccontato delle difficoltà iniziali: lui così rigido si è trovato in un mondo dove i calciatori mangiano qualsiasi cosa. Ci ha messo un po’ a far passare il suo messaggio e ha rischiato. Poi è decollato. Avevamo problemi simili, lui è riuscito a capovolgere la situazione, io no. Lo voglio fare ora a Valencia”.

“Una volta capito che sarei dovuto andar via dalla Juve – continua Zaza –  ho deciso di provare l’avventura all’estero e il West Ham era una delle squadre che più mi voleva. Rapidamente però non mi sono trovato bene sotto tanti aspetti: ambientale, culturale, allenamento, alimentazione. Non sto facendo al vittima, so benissimo che di mestiere faccio il calciatore e che guadagno tanto. Cerco solo di spiegare le cause di questo fallimento. Sapevo che avrei trovato delle difficoltà ma non pensavo potessero essere così tante. E non biasimo nessuno: il 99% della colpa è mia perché non sono riuscito ad adattarmi”.

Zaza (LaPresse/Fabio Ferrari)
Zaza (LaPresse/Fabio Ferrari)

Sul suo rendimento ha inciso anche quel rigore fallito ad Euro 2016: “Un problema che mi ha traumatizzato non poco. Se stiamo a pensarci altri 5 minuti m’innervosisco. Dopo l’Europeo sono stato proprio male: quest’estate ho perso tanto peso. La cosa che mi ha fatto più danno non sono stati i video, la Zaza Dance. Ora ci rido su. Giusto oggi con Mario Suarez ci prendevamo in giro, lui per il mio rigore e io per un gol a porta vuota che ha sbagliato 2 anni fa. A farmi soffrire è stata l’immagine sbagliata che si è fatta di me la gente, come se fossi superficiale o presuntuoso”.

Infine l’attaccante spera di essere convocato per Spagna-Italia del prossimo 2 settembre: “Lo so ma non ci penso. Perché dipende solo da me: se faccio gol, se gioco bene vado in Nazionale, altrimenti no. Quest’autunno quando non stavo giocando bene il mister è stato eccezionale: mi ha chiamato per darmi fiducia. Prima non ero Messi o Ronaldo però ora non sono un brocco: devo solo tornare a fare ciò che so fare”.

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