Zenga a tutto tondo: non le manda a dire alle proprietà cinesi e neanche a Ferrero…

“Il pari e’ giusto ma l’Inter forse meritava qualcosa di piu’ per quello che ha fatto vedere nei 90 minuti”. Walter Zenga, ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno, non e’ del tutto soddisfatto del 2-2 contro il Milan anche se qualche passo in avanti si e’ visto. “Quando c’e’ un cambio d’allenatore una reazione c’e’ sempre, specie in una partita importante come il derby, bisogna vedere ora nel lungo termine cosa succedera’. Le scelte di formazione di Pioli? Gli allenatori hanno le loro convinzioni e agiscono in base alle proprie idee. Portare Medel in mezzo alla difesa ha dato piu’ aggressivita’, ha permesso all’Inter di presenziare per 35 minuti nella meta’ campo avversaria. Poi si puo’ discutere della posizione di Joao Mario, dell’inserimento di Kondogbia che in questo momento non puo’ garantire bravura e rapidita’ tecnica, ma come interisti siamo discretamente contenti di questo derby anche se non siamo eccitati dal campionato che stiamo facendo”. Ieri ha deluso Icardi. “E’ un terminale offensivo che in area, quando gli arriva la palla, la butta dentro. Ieri ha sbagliato due grandi occasioni ma anche nelle partite precedenti non ha partecipato molto alla manovra della squadra, ha quelle caratteristiche e va sfruttato per quello. Alle sue spalle avrebbe bisogno di uno che si butta dentro, che gli dia un aiuto, se avesse un trequartista vero potrebbe essere sfruttato ancora di piu’. Puo’ essere Jovetic? A me Jovetic piace, puo’ fare la differenza ma ha bisogno della fiducia dell’allenatore e di sentire attorno a se’ la positivita’ dell’ambiente”.

Sulla nuova proprieta’ cinese, Zenga non nasconde le proprie preoccupazioni. “Ho avuto un’esperienza di tre mesi con la proprieta’ cinese al Wolverhampton e non e’ stata positiva. Come ha detto Maldini, chi viene da fuori compra la storia del club ma dovrebbe garantirne il futuro. In questo momento il Milan e’ leggermente avanti a noi come prospettiva futura con Donnarumma, Romagnoli, De Sciglio, Suso, Locatelli, Niang. Le proprieta’ cinesi dovrebbero essere piu’ attenti alle realta’ locali. Al Wolverhampton ho pagato colpe non mie legate alla gestione della societa’. Quando c’e’ una proprieta’ straniera, e’ importante stabilire i ruoli e le priorita’, chi decide e cosa decide. Altrimenti, se i risultati non sono buoni, si crea confusione. Il mio futuro? Allenero’ ancora in Italia, sono orgoglioso di fare l’allenatore e credo di saperlo fare bene, la mia priorita’ e’ tornare in panchina al piu’ presto, con a fianco una societa’ forte e importante, che prenda le difese del tecnico come sta succedendo in tanti casi”. (ITALPRESS).

Walter Zenga e l’addio alla Sampdoria

LaPresse/Valerio Andreani
LaPresse/Valerio Andreani

“Certe volte la gente confonde il motivo di un esonero dell’allenatore. Ad esempio, il mio esonero alla Sampdoria era immotivato, visto anche quanto successo dopo il mio addio, e quest’anno al Wolverhamton ho pagato colpe non mie”. Zenga batte ancora sul tasto esonero dalla Sampdoria, definendolo immotivato. Come la penserà Ferrero?