Una prima giornata a metà. E’ cominciata la Serie A 2020-2021, ma tra sabato e domenica sono andate in scena soltanto 6 partite. Tre, infatti, sono state posticipate per motivi ben noti. Una, invece, verrà giocata stasera, quella tra Milan e Bologna. Le sfide restanti, però, ci hanno già dato qualche indicazione sul futuro, in attesa della chiusura del mercato.
- I mille tifosi. Niente di che. Quasi nulla. Anzi, proprio nulla. Ma è un segno, un segnale. Un segnale di normalità. Vedere gente seduta sugli spalti, che non siano dirigenti o addetti ai lavori, fa ben sperare, rilascia sicuramente una sensazione piacevole e positiva. Ma ora, e qui lo diciamo da settimane, aumentiamo la capienza.
- Il Crotone e Destro. I tifosi del Crotone avranno sicuramente gli incubi ogni volta che sentiranno pronunciare il nome di Destro. All’esordio assoluto in Serie A, quattro anni fa, i pitagorici persero a Bologna per 1-0 e a decidere il match fu l’attaccante italiano. Ieri, alla prima dopo il ritorno nel massimo campionato, a Genova, a sbloccare il risultato è stato sempre Destro.
- Anno nuovo Napoli vecchio, forse… Il lavoro cominciato l’anno scorso da Gattuso, quest’anno dovrebbe già vedere i suoi frutti. Pochissimi ritocchi, ma uno fondamentale: Oshimen. Il tecnico azzurro se n’è già innamorato e, una volta fatto il suo ingresso in campo, l’attaccante ha cambiato volto alla squadra, che ha poi vinto a Parma. Marcatori? Sempre loro, Mertens e Insigne. Passano gli anni, ma i marcatori sono sempre uguali…
- Roma, che arrivi presto un attaccante. Premessa: con i tre trequartisti davanti, col falso nueve, si sono viste ottime trame, molto rapide e interessanti. Peccato che nel calcio serva segnare per vincere e né Pellegrini, né Pedro e né Mkhitaryan sono riusciti a farlo. Dzeko o chi per lui (Milik o qualche altro) servono come il pane.
- Una Juve sorpredente. Pirlo ha detto di non voler far copia e incolla da nessuno, ed ha ragione. Le idee sono sue ma, per forza di cose, e lo ha ammesso, ha preso spunto un po’ da tanti. Non è un caso, e l’allenatore bianconero non lo ha mai nascosto, che provasse una certa ammirazione per Conte allenatore. Infatti, nella riconquista del pallone, la squadra di ieri ricorda tanto quelle allenate dal tecnico pugliese. In fase di costruzione, invece, un po’ meno. C’è tanto palleggio, tanto fraseggio. Unico dubbio? L’avversario, apparso abbastanza debole. Se ne attendono di migliori per poter trarre i primi giudizi.