La sconfitta di ieri a Napoli è stata sorprendente non solo per il risultato, ma anche, anzi soprattutto, per le modalità. Pur dovendo evidenziare i meriti dei padroni di casa, protagonisti di una gara sostanzialmente impeccabile, non si può evitare di fare riferimento alla prestazione a dir poco insufficiente dei giallorossi. Il gol in avvio di Higuain ha subito messo la squadra di Garcia alle corde: nessuna reazione di rilievo, contrasti a centrocampo continuamente persi e troppa libertà concessa a Insigne e Callejon sulle corsie. Garcia, più o meno giustamente, parla di crollo mentale piuttosto che fisico, e in effetti sembra proprio che l’1-7 contro il Bayern ancora stia pesando sulla squadra, che sembra adesso aver perso la sua combattività e la voglia di imporre costantemente il proprio gioco. La vittoria interna sul Cesena, con conseguente aggancio alla Juve, era evidentemente un falso segnale di ripresa, e con tutto il rispetto per i romagnoli, non si trattava nemmeno del test più probante.
Un altro dato che emerge, che può rivelarsi negativamente decisivo nella lotta scudetto, è il trend assunto dalla squadra nelle ultime trasferte: un solo punto (lo 0-0 con la Samp) nelle ultime 3 gare giocate lontano dall’Olimpico, con 2 reti all’attivo (entrambe nel 3-2 dello Juventus Stadium) e ben 5 al passivo. Inoltre, queste due sconfitte sono arrivate contro due rivali dirette, dotate di organici importanti e di giocatori, come Tevez e Higuain, in grado di esaltarsi nelle sfide che contano. Per certi versi il contrario di quanto si registra in casa giallorossa, in cui una condizione comprensibilmente non ottimale del 38enne Francesco Totti non è compensata dalla salita in cattedra di altri compagni. Un esempio su tutti, Mattia Destro, che per adesso mostra il meglio di sé solo contro le piccole squadre, mentre nelle sfide che contano non riesce ancora a incidere in maniera significativa.
Problemi più mentali che fisici, dicevamo. E se fosse un problema di organico? Sembrerebbe assurdo, dal momento che i giallorossi, rispetto allo scorso anno, presentano una rosa raddoppiata dal punto di vista qualitativo e sensibilmente migliorata qualitativamente, eppure ieri è emersa un’inadeguatezza di fondo da parte dei terzini: se a destra il problema può essere transitorio, dal momento che Torosidis è la riserva di Maicon, il quale sotto questo aspetto non è assolutamente attaccabile, sulla corsia mancina Holebas e Ashley Cole non sembrano per ora all’altezza e se questa situazione dovesse andare avanti, Sabatini dovrà dare la caccia a un terzino sinistro già a gennaio.
In ogni caso, l’unico antidoto per scacciare questi fantasmi è tornare a vincere, e la Roma ha tutte le carte per tornare a farlo, a partire dalla trasferta di Monaco, da affrontare con la giusta carica proprio per trovare quel riscatto necessario per soddisfare quella “hungry for glory” che vuole e deve caratterizzare il nuovo corso romanista.