”Il 24 febbraio dopo il derby potremo vedere a che punto saremo. Ora siamo a buon punto, ma in questi 20 giorni ci giochiamo molto”. Massimiliano Allegri rimanda a dopo la stracittadina con l’Inter i discorsi sulle ambizioni del Milan in questo campionato. Il ‘diavolo’, che domani e’ impegnato contro il Cagliari, ha come obiettivo immediato il terzo posto. ”La squadra sta facendo discretamente bene, ora viene il difficile”, spiega il tecnico alla vigilia della sfida con i sardi. ”L’ho detto anche ai ragazzi, ho paragonato questo percorso a quello di un atleta dei 100 metri: per arrivare da 10” a 9”99 ci mette tantissimo ed e’ la piu’ grande difficolta’ da affrontare. I ragazzi hanno fatto una bella rincorsa finora e ora viene il difficile: rimanerci e non perdere punti”.
Allegri chiede alla squadra di ”non avere cali di tensione perche’ le partite diminuiscono e lasciare punti per strada diventa pericoloso”. Il primo ostacolo e’ il Cagliari, ”una squadra di assoluto valore”, sottolinea il tecnico. ”Contro la Roma ha fatto una grande partita, ha ottime individualita’ e con quei giocatori davanti puo’ mettere in difficolta’ chiunque. Andare a vincere a Cagliari non e’ assolutamente semplice, ma andremo lì per prendere punti perche’ in questo momento sono molto importanti”. La parola d’ordine e’ massima concentrazione: ”Il Milan e’ a ridosso della terza squadra in classifica ma per rimanerci dobbiamo continuare a fare risultati. Quando sei dietro devi vincere per forza e sperare che quelle davanti possano perdere dei punti. Noi siamo concentrati su quello che dobbiamo fare, ma non e’ che se domani non riusciamo a perdere tre punti si rivede tutto nero. Mancano 14 partite e tanti scontri diretti, serve equilibrio per andare avanti. Magari qualche pareggio ci farebbe anche comodo: dicono che non servono, invece servono eccome”.
Dopo la falsa partenza, il Milan ha cambiato marcia e ora riceve solo elogi. Ma Allegri non si esalta: ”Non eravamo il brutto anatroccolo prima. C’e’ stato un ricambio generazionale e tutto l’ambiente, me compreso, ha dovuto capire quello che era successo. C’e’ voluto del tempo, la societa’ e’ stata molto brava a rasserenare l’ambiente e il presidente bravissimo ad avvicinarsi alla squadra nel momento giusto. Se a fine campionato saremo in una posizione migliore di quella attuale significa aver fatto un ottimo lavoro”. Ora che la sua posizione non e’ piu’ in bilico, Allegri guarda anche oltre la scadenza del suo contratto: ”Restare dopo il 2014? Lo spero ma siamo sempre legati ai risultati. Io ero l’imputato numero 1 e se ne perdevo altre due non ero qui a parlare con voi…Valuteremo al momento giusto, ma a prescindere da Allegri il Milan deve avere la sua identita’ dalle giovanili alla prima squadra”. Nessuna polemica con l’ex Antonio Cassano, che ha parlato del Milan come degli ”altri”. ”Antonio ha voluto difendere l’Inter, gioca lì ed e’ giusto che faccia così. Certo, lui ha un suo modo di esternare le cose che puo’ fare arrabbiare. Ma finche’ era al Milan si e’ sempre comportato bene”. E sulle scuse di Antonio Conte, tecnico della Juve, agli arbitri dopo lo sfogo post-Genoa: ”Credo che abbia fatto la scelta giusta, puo’ capitare a tutti di avere esternazioni come la loro in un momento delicato e decisivo della partita. L’importante e’ rientrare nelle righe e avere un comportamento corretto. Del resto – fa notare Allegri – le decisioni arbitrali vanno a favore e a sfavore di tutti”.