Tensioni dissimulate ed un silenzio assordante da parte dei vertici della società, il tutto condito da un senso di impotenza e confusione della squadra tecnica, dal team ai calciatori. Il Milan naviga molto lontano dalla terra ferma e quando sembra trovare un appiglio scivola, tornando in balia delle onde. E’ successo anche stasera quando a Udine si è verificata l’ennesima debacle stagionale per la squadra di Filippo Inzaghi.
L’ombra di Mr. Bee è pesante, come lo sono le visite del venerdì di Berlusconi, Galliani e co. a Milanello e le continue telefonate raccontate, con pessima ironia, dal tecnico rossonero. A Milano tutto è pesante di questi tempi, soprattutto i risultati sul campo, un macigno da portare sulle spalle mentre si nuota, ci si appiglia, si scivola e si annaspa nel tentativo di tornare a galla, mentre l’Europa all’orizzonte non è quasi più visibile.
Contro l’Udinese finisce 2-1, in un match interamente dominato dai friulani che tornano finalmente alla vittoria dopo otto partite e lo fanno sfidando il Milan, una squadra che non è certo nata e cresciuta nella storia per diventare la squadra cuscinetto della parte medio-bassa della classifica. Sì, perché basta la vittoria dei cugini dell’Inter che ospitano la Roma (non improbabile di questi tempi) e una vittoria del Palermo in casa del rimaneggiato Parma per spedire i rossoneri all’undicesimo posto, nella parte destra della classifica.