L’ex arbitro Graziano Cesari si è raccontato durante ‘Taca la Marca‘, in onda su Radio Musica Television. Tanti gli aneddoti raccontati, su cui ne spiccano alcuni in particolare.
IL ROSSO A VAN BASTEN – “Era un Milan-Roma, la terza o quarta mia partita in Serie A, inoltre in uno stadio come San Siro, con due compagini ben piazzate in classifica, certamente non era un incontro semplice. Arrivò un pallone in area di rigore, c’era un groviglio di persone e per me non era successo nulla. Il mio collaboratore Battaglia alzò la bandierina, ero girato di spalle e Ancelotti mi fece notare il tutto, pensavamo entrambi che non si sentisse bene. Quando mi avvicinai, invece, mi disse di espellere Van Basten, gli chiesi se era sicuro di ciò. A quei tempi si era vincolati a ciò che dicevano gli assistenti e fui costretto a cacciare il cartellino rosso. Già la sera dopo la partita osservando le immagini dell’incontro vidi l’errore (ci fu uno scambio di persona visto che l’autore del fallo era Aldo Serena) e mi confrontai con Casarin, designatore arbitrale di allora, spiegando tutto l’accaduto”.
LE PRODEZZE DI ZIDANE E DJORKAEFF – “Ricordo di aver chiesto scusa a Zidane per non aver fischiato immediatamente un’entrata dura ed in ritardo nei suoi confronti visto che mi ero soffermato a guardare un suo sontuoso stop su un lancio di quaranta metri. Mi viene in mente anche la rovesciata di Djorkaeff in Inter-Roma, anche lì mi presi qualche secondo prima di convalidare la rete, esterrefatto da tanta bellezza”.
GATTUSO E I SIMULATORI – “Gattuso in campo era fantastico, una persona onesta con se stesso e con gli arbitri, rispettava i ruoli, non era mai plateale e poi aveva la grande dote di ammettere e di riconoscere i falli commessi. Chi odio invece? I simulatori, che per me rappresentano la parte brutta del calcio”.