La prima, storica qualificazione in Champions League. La prima, storica partecipazione. E, ieri, la prima, storica vittoria. Momento d’oro quello che l’Atalanta sta attraversando. E, comunque vada a finire, sarà un successo. E’ stato, già, un successo, vedere una favola come quella bergamasca battagliare in campionato contro le più grandi (e sta continuando a farlo) e raggiungere l’ingresso nella competizione europea più importante. E’ stato un successo vederla esordire (seppur non sia stata una serata da ricordare, ma va inserito anche quello negli album dei ricordi e delle esperienze). E’ stato un successo vederla pareggia contro i campioni del City di Guardiola. E’ stato un successo vederla vincere per la prima volta, con una grande prestazione.
E tutto ciò fa ancora sperare, rimanere tutto aperto. Dopo la sconfitta in Inghilterra di qualche settimana fa, tutto sembrava perduto. Sembrava, però, perché la squadra di Gasperini è dura a morire. Non molla, fino all’ultimo, ci crede. E così è stato. Quattro punti nelle ultime due partite ed ultima giornata decisiva ai fini di un’eventuale qualificazione. E qui sì, il posto nella storia raggiungerebbe vette inarrivabili…
Ma diamo spazi ai calcoli. Quelli più crudi, veri, reali. Che lasciano poco spazio al romanticismo e alle belle parole. L’Atalanta può ancora farcela, ma le chance – va ricordato – non sono altissime. Serve un’impresa, una di quelle… all’Atalanta. Si va in casa dello Shakhtar, che all’andata ha beffato gli orobici a San Siro, in rimonta, allo scadere. Solo un risultato, la vittoria. E potrebbe non bastare. Bisogna anche stare con un orecchio a quanto accade in Croazia, tifando Manchester City. Oltre alla vittoria nerazzurra, infatti, sarebbe necessario che la Dinamo Zagabria non battesse Aguero e compagni, già matematicamente qualificati come primi.
Due ipotesi dunque, tutt’altro che semplici. Ma, qualora la vittoria dovesse non bastare, proprio per il concomitante successo dei croati, l’undici di Gasperini potrebbe ‘consolarsi’ con la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, togliendo definitivamente fuori dai giochi lo Shahktar. In caso di pari o sconfitta in Ucraina, invece, tanti saluti all’Europa, ‘grande’ o ‘piccola’ che sia. Ma non vogliamo pensarci, in questo momento. L’Atalanta ha abituato alle imprese, non resta che attendere.