ESCLUSIVA – L’avvocato Cesare Di Cintio a CalcioWeb: la maglia verde dell’Italia, i temi caldissimi di razzismo, Var e ripescaggi ed il professionismo nel calcio femminile

E' il momento dei bilanci grazie alla pausa per le Nazionali, abbiamo affrontato interessanti argomenti con l'Avvocato Cesare Di Cintio

Il campionato di Serie A si è fermato per lasciare spazio alle Nazionali, grandi soddisfazioni per l’Italia che ha staccato il pass per i prossimi Europei, obiettivo raggiunto con largo anticipo, merito anche del Ct Roberto Mancini che ha avuto la capacità di ricompattare l’ambiente e portare soprattutto risultati e ben gioco. Non sono mancate inoltre le polemiche, infatti nel match contro la Grecia l’Italia è scesa in campo con la maglia verde, scelta che ha portato diverse reazioni. Gli ultimi mesi sono stati caldi per il calcio italiano, il campionato di Serie A è sempre più avvincente con una bellissima corsa scudetto, momenti di grande tensioni si sono verificati durante le prime giornate su temi molto caldi come possono essere quelli riferiti alla pirateria, razzismo e Var. Un argomento di grande interesse è anche quello riferito al calcio femminile, movimento sempre più alla ribalta e che è esploso dopo l’ultimo mondiale, caldissima anche la situazione ripescaggi tra Serie B e Serie C. Abbiamo affrontato tutti questi argomenti con l’Avvocato Cesare Di Cintio, interessanti indicazioni ai microfoni di CalcioWeb.

sentenza CerignolaL’ultimo argomento caldo ha visto protagonista la Nazionale italiana, in particolar modo non sono mancate le polemiche per la decisione di scendere in campo contro la Grecia con la maglia verde: “si tratta di un’ottima trovata dal punto di vista del marketing, penso ad una terza maglia gradevole dal punto di vista estetico ma non può essere minimamente paragonata alla maglia azzurra. Nel complesso la giudico come un’operazione di finalizzata al commercio e non a rappresentare l’Italia”. Poi un giudizio su nuovo percorso dell’Italia, firmato Roberto Mancini: “tutti hanno parlato di girone facile ma di semplice non c’è niente nel mondo del calcio, ti puoi chiamare anche Italia ma se non giochi bene le partite non le vinci, abbiamo ritrovato una Nazionale che finalmente torna ad unire gli italiani dopo la sofferenza per la mancata qualificazione ai Mondiali in Russia”. 

L’ultimo mondiale ha portato alla ribalta anche il calcio femminile, un tema che ha portato motivo di discussione è stato quello di considerarlo anche a livello professionistico: “il professionismo non deve essere considerato come una priorità ma un punto di arrivo di un percorso. Tutto deve però avvenire attraverso dei passaggi e tramite la conoscenza dell’attuale sistema, oggi il sistema attuale non sarebbe in grado di sopportare il peso del professionismo se non attraverso degli sgravi fiscali che possono derivare dalle società sportive, bisogna lavorare attraverso un percorso normativo. Ad oggi lo status di professionista non sarebbe un passaggio finalizzato al miglioramento del sistema perchè di fatto non esistono le risorse per sostenere il professionismo, una società che oggi spende 10 euro con il professionismo ne spenderebbe 20. Il professionismo sì ma con un percorso virtuoso di crescita normativa e sportiva”. Motivo di discussione è nato dopo la frase del direttore sportivo della Roma Petrachi ‘il calcio non è per signorine’, ecco il pensiero di Di Cintio: “io ho sempre sostenuto il calcio femminile e credo nella capacità delle donne di essere grandi professioniste, la frase del direttore è sicuramente infelice e non doveva essere pronunciata, fa parte di un modo di dire che dovrebbe essere cancellato ma non intravedo alcun tipo di offesa nei confronti delle calciatrici. Ha sbagliato ad utilizzare quella frase ma secondo me è stata un’uscita dovuta a superficialità”. 

L’inizio di campionato è stato avvincente, si preannuncia una corsa fino all’ultimo per lo scudetto con Juventus. Inter e Napoli in corsa, nell’ultimo match è andato in scena anche uno scontro bellissimo in panchina tra Sarri e Conte: “la Juventus è una corazzata, l’Inter lo sta diventando. Noi italiani dobbiamo essere orgogli di poter ammirare bravissimi allenatori, forse il campionato italiano non è al livello della Premier ma i nostri allenatori sono sicuramente i migliori del mondo, lo dimostra la Nazionale ma anche squadre come Juventus, Inter e Napoli. Il campionato italiano sta tornando come quello degli anni ’90 ed i successi dei nostri allenatori all’estero lo dimostra”. 

Cerignola ripescato
Foto Facebook

Un argomento delicato è quello della pirateria, come affrontare il problema e quali i provvedimenti d prendere? “La lega Serie A sta adottando un sistema repressivo, le società sportive vivono attraverso i diritti tv, chi guarda le partite senza pagare l’abbonamento sta sottraendo del denaro al sistema, sono risorse in meno per il bene del sistema stesso e quindi va a danno dell’intero patrimonio sportivo”. Il Var è uno strumento eccezionale che ha quasi completamente ridotto gli errori arbitrali ma le polemiche contro gli arbitri continuano ad essere furiose: “io sono un ex arbitro, se avessi avuto la possibilità di poter sfruttare la tecnologia sicuramente me ne sarei avvalso felicemente, il calcio oggi non può prescindere dalla tecnologia, rappresenta lo specchio della nostra vita e deve essere sfruttato al meglio”. 

Nel campionato di Serie A si sono verificati brutti episodi di razzismo, arrivano indicazioni su come risolvere il problema ed i provvedimenti da assumere: “condanna totale e prendere immediatamente le distanze, il razzismo è ignoranza, da condannare come ogni altra discriminazione di sesso, razza, religione. Lo sport è lo specchio della società e bisogna partire da questo aspetto per provare a risolvere il problema a 360°”. 

Ormai il calcio italiano è abituato a continui scandali estivi soprattutto nei campionati di Serie B e Serie C, tra sentenze, ricorsi e ripescaggi, l’ultimo caso delicato è stato quello del Cerignola: “il sistema deve ancora migliorare da questo punto di vista, il Cerignola ha tre sentenze favorevoli ed un provvedimento cautelare che ha bloccato la partecipazione del club nel campionato di Serie C, non è questo il sistema che vogliamo ma un sistema giuridico che funzioni che in realtà aveva già funzionato ma quello che non funziona è quello che è accaduto fuori dallo sport, non funziona il coordinamento con la giustizia amministrativa, c’è molto da fare ancora. I campionati secondo me non sono falsati ma devono essere migliorati i procedimenti di giustizia, non è possibile arrivare davanti al Tar a campionati già iniziati e quindi l’impossibilità a procedere”. 

Tornando al campo proprio il campionato di Serie C sta regalando grande spettacolo con piazze storiche capaci di portare allo stadio tantissimi tifosi, è il caso nelle ultime partite di due città come Reggio Calabria e Bari: “le piazze importanti aiutano lo spettacolo, Bari, Reggina, Catanzaro sono piazze che ricordano la Serie A. Il problema della Serie C credo sia quello di garantire la partecipazione al campionato di squadre in grado di arrivare fino alla fine, solo il tempo ci confermerà se i provvedimenti che sono stati introdotti saranno in grado di tutelare la competizione”. 

 

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