Bilanci, risparmi, rivoluzioni, preoccupanti rumors: Juve, forse aveva ragione Marotta…

La nuova politica della Juve, che ha una sua logica, fa tuttavia sorgere alcuni dubbi. Niente di preoccupante, ma... forse aveva ragione Marotta?

“Io contrario all’acquisto di Ronaldo? È assolutamente falso, ma è vero anche che non c’era la sostenibilità per fare una operazione del genere. Da amministratore delegato, non credevo di poter sostenere un investimento di quella portata. Quando lo abbiamo proposto ad Agnelli, si è preso qualche giorno di tempo per analizzare il budget della società e alla fine si è fatta l’operazione. E’ stato un atto di coraggio e di lungimiranza straordinaria, una trattativa comunque chiusa abbastanza agevolmente”. Marzo 2019. A parlare così è Marotta, diventato già da un po’ ad dell’Inter dopo anni alla Juve. L’addio con i bianconeri, voluto dalla società, era arrivato proprio nell’estate che aveva portato Ronaldo alla Vecchia Signora. In tanti, per questo, avevano associato la separazione tra le parti proprio alla diversità di vedute sull’operazione relativa al portoghese. Può essere. Probabile. Le diversità di vedute c’erano da un po’, quella trattativa potrebbe essere stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Marotta – come si legge in alto – non è che non volesse, ma pensava fosse un qualcosa di troppo grande, anche più grande della Juve. Un investimento enorme.

Alla fine Ronaldo arrivò. E Marotta se ne andò. Chi nei primi mesi aveva iniziato ad ipotizzare che la società col tempo avesse potuto “pagare” (in tutti i sensi) questa operazione, veniva poi prontamente smentito da chi diceva che, invece, ne avrebbe avuto grande profitto per via della crescita del brand e dal merchandising. La verità? Sta nel mezzo, da ormai due anni. O forse no. Forse aveva ragione Marotta? 

Il dubbio viene, considerando le ultime analisi sui bilanci, il modo di operare “al risparmio”, la sorprendente scelta Pirlo, la voglia di ringiovanire e di iniziare un nuovo ciclo. Ma, soprattutto, gli insistenti rumors su Dybala e Ronaldo. Proprio lui, l’uomo da 30 milioni di ingaggio. E se avesse “ingolfato” il perfetto “sistema” Juve? Sì, perfetto. Perché era quello enormemente cresciuto grazie alle operazioni a zero rivendute a 100 (Pogba), ai risultati in campo sempre più importanti, alle scelte logiche ed oculate in panchina e sul mercato. Non stiamo qui a fare i conti in tasca al club, ci mancherebbe. La Juve non sta per fallire e non è economicamente morta. Però, semplicemente, com’è normale che sia, ha dei bilanci e dei conti da far quadrare. E l’impressione è che, da Higuain in poi, abbia voluto – giustamente – rischiare, facendo un passo avanti importante. Per il definitivo salto di qualità, per competere in maniera netta con le grandi del calcio europeo, per tutto. C’è riuscita in parte, almeno fino a un anno fa. Poi i fallimenti, proprio in Europa, hanno portato ai giorni nostri. Sarri la scelta a metà (tanto discussa). Sarri la scelta “corta”. Solo un anno, poi via alla rivoluzione Pirlo. E i bilanci da far quadrare nuovamente.

Le voci in questo periodo sono contrastanti. E, proprio per tale motivo, vanno considerate come voci. Che Ronaldo e Dybala siano i due uomini più rappresentativi, talentuosi, forti, costosi della rosa è ben evidente a tutti. Che la Juve abbia bisogno di liquidità, anche, altrimenti non si spiegherebbe la volontà di cedere gli esuberi per liberarsi degli ingaggi (a dir la verità dall’anno scorso). Che la Joya fosse stata messa sul mercato già la scorsa estate è un fatto altrettanto acclarato, al di là poi delle volontà dello stesso argentino di rimanere. Non ci sentiamo qui di dare giudizi o sentenze definitive. Anche perché il mercato ad alti livelli è così, talmente imprevedibile da sorprendere con naturalezza. Per logica, faremmo fatica a pensare ad una cessione di due, o anche uno dei due, calciatori più forti della rosa di un club che vuole vincere la Champions. Ma per logica è anche facile pensare che, entrambi no ma almeno uno, venga ceduto per avere liquidità da investire su elementi che svecchierebbero la rosa. Per logica è anche vero che, se proprio si deve sacrificare qualcuno, è normale che si vada su Ronaldo. Per l’ingaggio, per l’età, per i mal di pancia (sempre voci quelle di France Football o l’ultima quella di oggi?). Ma sarà facile cederlo? E’ notizia fresca la smentita del suo entourage riportata da As, che fa il paio con la conferma pubblica di Agnelli di qualche sera fa. E allora? Non c’è niente? O va via solo Dybala? O non va via nessuno?

La nuova politica della società, unita a ciò che circola in fase di mercato, non può che aprire a numerosi dubbi. E la domanda la riproponiamo: alla fine aveva ragione Marotta?

Ultimi approfondimenti di Serie A