Emiliano Bonazzoli racconta la sua storia. L’ex calciatore della Reggina ha iniziato la carriera da allenatore del calcio femminile, ma dopo le ultime esperienze è alla ricerca di un nuovo progetto da iniziare dopo l’emergenza Coronavirus. Il tecnico parla anche dell’epidemia in un’intervista a ‘Il Posticipo’. “Ho allenato fino a gennaio. Poco prima che scoppiasse il coronavirus in Italia, ho dato le dimissioni dall’Hellas Verona femminile e ora sono disoccupato. Questo nuovo lavoro è cominciato per caso. Ho smesso di giocare di punto in bianco”.
IL CORONAVIRUS – “Fino a un mese e mezzo fa vivevo a Milano. Poco prima che ci fosse il lockdown, io, mia moglie e mio figlio abbiamo deciso di trasferirci nell’isola privata di Albarella in provincia di Rovigo: io sono disoccupato, mia moglie lavora nell’Università che al momento è chiusa e mio figlio non può andare a scuola. Abbiamo scelto di venire qui finché la situazione non migliora: vedremo se prolungare o meno queste ferie forzate. Qui può entrare solo chi è residente oppure chi ha domicilio: ci sono 3-4 famiglie su 2000-3000 case, siamo immersi nella natura e non c’è il pericolo di incontrare gente o fermarsi a parlare”.
“Purtroppo da una settimana il mio papà ha preso il coronavirus: adesso è ricoverato all’ospedale di Mantova, non è intubato, ma fa fatica a respirare perché ha avuto una polmonite. I sintomi erano quelli: lui ha quasi 70 anni ed è molto ansioso. I dottori però mi hanno detto che sta abbastanza bene. Io sento mia mamma che adesso è in quarantena. Mi dispiace che in questo momento siano divisi. Sono in contatto coi medici, per fortuna sento spesso il mio papà”.