Fra Leonardo Bonucci e la Juventus è ben noto come sia andata a finire. Il difensore avrebbe voluto chiudere l’ultimo anno di carriera in bianconero, anche con un ruolo di secondo piano, per ritirarsi da calciatore della Juventus. La società e Massimiliano Allegri avevano altri piani.
Bonucci è stato costretto a trovarsi un’altra squadra per evitare di passare l’intera stagione fuori rosa e rinunciare alle già flebili chance di partecipare a Euro2024.
Il trasferimento di Bonucci all’Union Berlino
Negli ultimi giorni di mercato Leonardo Bonucci è diventato un calciatore dell’Union Berlino. “È stato un grande cambiamento nella mia vita. Sono solo, la mia famiglia vive a Torino. Il primo mese e mezzo è stato difficile. Mi sono ritrovato solo in una città a me totalmente sconosciuta. – ha dichiarato Bonucci a ‘Marca’ – Piano piano ho imparato a conoscere persone, luoghi, un buon gruppo nella squadra. Adesso è tutto più facile. Ora posso dire che sto bene, sono felice, mi godo questa esperienza. E la speranza che con la vittoria di sabato scorso si ritrovino gli obiettivi che ci eravamo posti ad inizio stagione. Il percorso è stato complicato, ma nel calcio non bisogna mai dire mai.
Cosa mi manca? Ovviamente la mia famiglia. Mi manca molto l’Italia, quella che ho sempre avuto e vissuto. Ma nella vita è necessario porsi dubbi e avere il coraggio di affrontare nuove esperienze. Ma sì, quello che mi manca di più è la parte familiare, vedere i miei figli e mia moglie ogni giorno. La vita quotidiana di Torino“.
Bonucci nuovo allenatore della Juventus?
Bonucci ha aperto alla possibilità di un ritorno in bianconero nel ruolo di allenatore. “Tutti sapevano quale fosse il mio desiderio, ma vivo questo momento con serenità e maturità. Oggi sono più sereno, meno arrabbiato per quello che è successo quest’estate. Bisogna andare avanti, guardare avanti. – ha chiarito Bonucci – Il mio passato alla Juve è stato meraviglioso. Volevo chiudere la mia carriera alla Juve. Non potrà andare così. Sono fiducioso di aver dato sempre il massimo, ho sempre cercato il massimo per la squadra. Ogni settimana parlo con molti dei miei ex colleghi. Ciò fa capire che ero una persona importante nello spogliatoio: amicizia con i veterani e riferimento per i giovani.
Se tornerò? È uno dei miei obiettivi. Voglio fare l’allenatore e se riuscissi a diventarlo nell’élite, la Juve è uno dei club che mi piacerebbe allenare. La Juventus è una parte cruciale della mia vita. Sono grato ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, riferimento silenzioso. E all’allenatore che più mi ha cambiato e aiutato a crescere: Antonio Conte“.