Pensando a Franco Brienza viene in mente Palermo, sette anni per il fantasista tascabile in Sicilia dove è esploso e si è affermato nel grande calcio. Adesso si trova ad affrontare il suo passato, con un piccolo rimpianto: “Ho tanti ricordi di Palermo, lì sono cresciuto come uomo e come giocatore. Bellissimo l’anno in cui da neopromossi raggiungemmo la Coppa Uefa, Guidolin è stato determinante. Sette anni non si possono dimenticare, pensavo di finire la carriera in rosanero. Mi manca un po’ il gol domenica ci vorrei provare. Nel caso non esulterò, ho troppo rispetto per la piazza siciliana. Il Palermo ha sfornato delle buone prestazioni e non merita la classifica che ha. È una squadra formata da ottimi giocatori, ha perso solo un po’ di fiducia e di autostima. Noi dovremo essere bravi a reggere l’urto iniziale e continuare sulla strada intrapresa. L’input sarà giocare a viso aperto e senza paura, dovremo migliorare nell’approccio”.
Non sono mancate di certo le dichiarazione sullo stato di forma del Cesena e sul nuovo acquisto Almeida: “L’inizio è stato positivo, potevamo avere qualche punto in più. Magari c’è un po’ di rammarico per come si era messa con l’Empoli. La nostra è una squadra capace di lottare e soffrire, componenti necessarie per mantenere la categoria. Almeida ha un curriculum importante e una gran voglia di darci una mano. Ho un grande rapporto con il direttore Foschi mi ha convinto subito a venire qui e l’ho trovato più tranquillo e sereno rispetto a Palermo. Sono ancora vivo e voglio dimostrare di essere ancora un giocatore di Serie A, non mi accontento. Voglio mettermi in discussione e rivivere intense emozioni sul campo”.
