E’ cambiata la stagione del Cagliari, dopo un inizio di campionato difficile il club sardo ha conquistato una serie di vittorie e risultati utili che hanno permesso alla squadra di Maran di recuperare posizioni. Un protagonista è sicuramente il centrocampista Nandez, arrivato per sostituire Barella si è messo subito in mostra, adesso si racconta in un’intervista a ‘La Gazzette dello Sport’: “Pirlo. E’ sempre stato il mio calciatore italiano di riferimento. Come Francescoli lo è stato nel mio paese. Ora qui mi sono piaciuti Sensi, Insigne e naturalmente il mio caro amico dell’Inter Godin che mi ha consigliato di venire. Come ha fatto l’ex allenatore del Cagliari Diego Lopez in Uruguay. Ho gran rapporto con lui. Mi ha detto che il Cagliari era innanzitutto una famiglia. E poi c’era Totti, davvero un grande. Io mai fuori? E’ il bello del calcio. Ma ne vale la pena. Gioco, viaggio, vado in nazionale, torno. Mi piace. E se l’allenatore la pensa così io di certo non mollo. Il calcio italiano? Studiato e pensato, mi piace. Credo che Inter, Juve e Napoli siano le tre squadre più forti, lotteranno loro per il titolo. De Rossi? Ci siamo visti poco al Boca ma abbiamo parlato. Mi è sembrato una grande persona. La cosa curiosa è che dopo qualche giorno beveva già il mate”.
Altro punto di riferimento il belga Radja Nainggolan. Intervistato da “La Repubblica”, il centrocampista belga non sente di aver fatto un passo indietro dopo l’addio all’Inter: “Qui sono diventato uomo, e giocatore di calcio. E’ come tornare a casa. Cagliari e’ piccola, passeggio in centro, mangio una cosa fuori, vado dove mi porta il giorno. E ho trovato un club che vuole diventare piu’ grande a livello internazionale, prima ci lavoravano poche persone, ora il Cagliari da’ lavoro a tanta gente: vogliono migliorarsi, c’e’ lo stadio, un settore giovanile forte”. Sulla malattia della moglie: “Claudia e’ donna forte e sta cercando di trasmettere pubblicamente un messaggio. Vuol far capire che non bisogna vergognarsi, sono cose che bisogna combattere, una volta che ce le hai l’unica uscita e’ quella”. Domenica Nainggolan tornerà a Roma: “Se pensavo di diventare una bandiera? Difficile dopo Totti e De Rossi. Ma se mi chiedete se avevo pensato di chiudere la carriera a Roma dico tranquillamente di si'”.
“Li’ ero felice, davo l’anima, avevo tutto quello che volevo. E’ stata una grande delusione andar via – confessa Nainggolan – Ma nella vita a volte le strade si riuniscono”. Anche perche’ “non ho mai pensato allo scudetto: non ho vinto niente ma non mi interessa, non cambierei nulla della mia carriera. Meglio stare dove mi apprezzano e mi vogliono bene”. E all’Inter era diventato di troppo. “Secondo me in quella squadra ci potevo stare. La societa’ su di me aveva preso una decisione. Conte? Alla societa’ aveva chiesto dei giocatori. E se vuoi ottenere qualcosa devi anche dare. E’ strano trattare due anni fa un giocatore dicendo che non ne puoi fare a meno e due anni dopo non calcolarlo piu’: non mi pare logico”, la frecciata al tecnico che lo avrebbe voluto al Chelsea.