Cagliari, vinto il ricorso contro il comune, ma sul futuro è mistero

Il Comune di Cagliari e’ stato condannato in appello a restituire i circa due milioni di euro di diritti Sky, pignorati lo scorso anno, alla societa’ Cagliari Calcio. Questa le decisione della corte d’appello – presidente Giangiacomo Pisotti – che, con sentenza depositata questa mattina, ha ribaltato la decisione di primo grado, in cui aveva avuto la meglio l’amministrazione. In estrema sintesi, la Corte ha stabilito che i canoni pretesi dal 1979 al 1997 non sono dovuti in quanto la convenzione stipulata tra le parti era scaduta. Per gli anni 1970-1972 la societa’ rossoblu’ deve solo poco piu’ di 18.500 euro e non 41.000 euro come inizialmente stabilito. Per questo gli avvocati Giuseppe Accardi e Giorgio Altieri, che hanno presentato ricorso per conto della societa’ di Massimo Cellino, concludono che “salvo migliori calcoli ancora in corso di verifica, il Comune dovrebbe restituire alla circa 1.850.000 euro alla Cagliari Calcio“. I quasi due milioni di euro di affitti pregressi per il Sant’Elia, erano gia’ stati destinati dall’amministrazione a un fondo straordinario per dare sostegno a famiglie e imprese in difficolta’, alle prese con la Tares, la nuova tassa sui rifiuti. Un fondo che ora potrebbe rimanere scoperto. La sentenza avra’ di certo una serie di altre ricadute, poiche’ arriva durante le trattative per la vendita della squadra a un misterioso fondo americano che – nonostante le richieste di chiarezza e i molti annunci – resta ancora senza volto. Quest’ultimo – stando a quanto sostenuto dal suo rappresentante Luca Silvestrone – sarebbe interessato anche a ristrutturare l’impianto sportivo della citta’, finito in passato al centro di un duro braccio di ferro tra Comune e Societa’. Da una parte c’era il presidente rossoblu Massimo Cellino che sosteneva di non dover nulla e dall’altra l’amministrazione, neo insediata, decisa a riscuotere. Il livello di tensione era salito al punto che il primo cittadino Massimo Zedda, nel 2012, si era detto pronto a pignorare i diritti Tv della societa’. In risposta, il presidente della squadra isolana aveva trasferito i giocatori a Trieste e avviato la costruzione di un nuovo impianto sportivo a Quartu, lo stadio Is Arenas. I lavori per costruire la nuova arena procedevano spediti quando, dopo una serie di esposti, la procura aveva aperto un’inchiesta per peculato e falso. L’indagine, dai risvolti clamorosi, aveva portato all’arresto, nel febbraio 2013, di alcuni dirigenti del Comune di Quartu oltre all’assessore ai Lavori pubblici, il sindaco Mauro Contini e lo stesso Cellino. Infine, una perizia tecnica chiesta dagli inquirenti, aveva bollato Is Arenas come totalmente abusivo. Tramontata cosi’ definitivamente l’idea di far giocare la squadra a Quartu, la societa’ era tornata a guardare con interesse al Sant’Elia e per questo, oltre a una serie di lavori di ripristino, ha dovuto appianare la questione affitti pregressi, poiche’ il Comune non poteva firmare convenzioni con societa’ indebitate. Ma l’arena fino a oggi e’ stata aperta solo a 5mila spettatori, a causa di una serie di questioni legate alla sicurezza e all’agibilita’. Oggi e’ arrivato il via libera al progetto per uno stadio di 16.000 posti, che consentirebbe al Cagliari di confermare il Sant’Elia come stadio per le partite in casa in vista dell’iscrizione al prossimo campionato di serie A.