Calcagno (vicepresidente AIC): “Il calcio non può essere decontestualizzato rispetto al resto del paese”

Le parole del vicepresidente dell'AssoCalciatori e Consigliere Federale Umberto Calcagno in merito alla posizione dei giocatori sulla ripresa

Il calcio non può essere decontestualizzato rispetto al resto del paese. Parola di Umberto Calcagno, vicepresidente dell’AssoCalciatori e Consigliere Federale intervistato da gianlucadimarzio.com. “I calciatori vogliono tornare a giocare, ma non a tutti i costi. Un altro falso problema, uscito strumentalmente, è quello relativo ad un ritiro di oltre 2 settimane. Dalla terza settimana si è sempre e solo parlato di un gruppo aperto. Non serve essere esperti per capire che al primo caso di contagio la squadra deve andare in quarantena. Ma questo fa capire che così il nostro mondo non può convivere con il coronavirus”.

“Ci affideremo molto alla fortuna. Il nostro è uno sport di contatto e questo è un altro problema irrisolto. Il punto non è come trattare il contagiato, ma è chiaro che se in quarantena andrà tutta la squadra c’è questo problema. Cosa vuole l’AIC? Ci dobbiamo affidare agli esperti, al CTS. Noi come sistema sportivo abbiamo una grandissima responsabilità e dovremo farci trovare pronti a ripartire però non dipende da noi”.

Hanno deciso di non decidere

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