Molto distanti sul caso Tavecchio, molto vicini in fatto di riforme. Claudio Lotito e Andrea Agnelli avevano presentato in Lega, durante la riunione del 24 Luglio, un progetto di riforma che avrebbe cambiato il calcio italiano, per una Serie A che si sarebbe ispirata alla Premier League. Sul tavolo multiproprietà e seconde squadre in primis, centri di formazione federali territoriali, nuove categorie di età per i campionati giovanili, mercato dei fuori rosa. Pochi punti sui quai si sono trovati d’accordo, dettagli rilevanti e meno rilevanti, ma la volontà di cambiare il calcio c’è.
Il documento si compone di nove pagine ed è diviso per tematiche, proposte e aree di intervento, modelli di riferimento internazionali e organi competenti a deliberare le modifiche in oggetto, questioni federali e giuridiche per una massiccia riforma della Lega di A. La proposta è stata varata all’unanimità da tutti e 20 i club della Serie A in piena campagna elettorale per il dopo Abete. Il contrasto Roma/Torino, oltre a disguidi, botte e risposta e veleni, aveva prodotto in un certo senso un risultato concreto e di buon auspicio per il calcio italiano.
In quanto a ‘Questioni Federali’ si puntava ad un potenziamento dei rapporti internazionali con la promozione del calcio estero sul modello spagnolo con collaborazione tra Federazione, Lega, Ministero del commercio estero per la promozione del calcio nel mondo e del paese attraverso il calcio (nuova figura da inserire in organico). Non mancano le riforme circa il settore tecnico, su modello franco-tedesco con proposta di gestione del Club Italia, con il coinvolgimento diretto della Lega, nuove forme assicurative per i nazionali, ricerca di nuove fonti di finanziamento, sfruttamento commerciale di Coverciano e del Museo del Calcio, di accesso a fondi europei di settore.
Non poteva mancare la parte dedicata alla giustizia sportiva con proposta di revisione della discriminazione territoriale e varie riforme r’tecniche’, dalla responsabilità oggettiva alla omessa denuncia. Seguono campagna trasferimenti e tesseramenti, rose Uefa, fair play finanziario. Importante la questione riguardante la riforma della legge 91/81: Agnelli e Lotito proponevano il riconoscimento dello ius soli (acquisizione della cittadinanza) a fini sportivi con l’introduzione di norme che rendano più semplice e meno burocratica l’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli minorenni nati in Italia da genitori stranieri, sempre su esempio di Germania, Spagna e Inghilterra.
Che fine hanno fatto queste riforme? Rimane solo il verbale di quella famosa riunione del 24 Luglio in piena campagna elettorale. Rimane da capire se certe riforme verranno comunque portate avani anche adesso che Lotito e Agnelli si trovano su piani diametralmente opposti a cominciare dalla Presidenza della federazione.