Calciomercato chiuso: il pagellone delle venti di Serie A

Dopo la chiusura della lunga sessione invernale di mercato, è tempo di dare qualche giudizio, in attesa di quello, insindacabile, del campo da gioco. Chi ha fatto bene e chi ha invece deluso? Quali sono le società che si sono mosse con maggior lungimiranza e chi ha operato in maniera poco convincente? Andiamo a vedere…

Atalanta: Operazioni marginali quelle dei bergamaschi, che hanno dato via alcuni esuberi, come Canini, sostituendoli numericamente: insomma, via un paio di riserve, dentro altrettante, come Benalouane ed Estigarribia. In più, l’uruguagiano Betancourt, classe 1993, definito il ‘nuovo Cavani’: ennesima scommessa, interessante, del sempre geniale Pierpaolo Marino. Voto 6

Bologna: Ci si aspettava di più da una squadra che ha disputato un girone di andata dove sono emersi tutti i limiti di una rosa sì discreta, ma forse non sufficientemente attrezzata per conquistare una comoda salvezza. Tutte le operazioni concluse, difatti, possiamo definirle di contorno, sia in entrata che in uscita. Peccato per il mancato arrivo di Maicon, dal San Paolo, siamo curiosi di vedere all’opera Ibson, altro brasiliano preso dal Corinthians. Il colpo più grosso, salvo clamorose novità dell’ultima ora provenienti dal mercato estero, dovrebbe essere l’aver trattenuto Diamanti: motivazioni permetendo, ovvio. Voto 5,5

Cagliari: Sacrificato Nainggolan e dato via il separato in casa Agazzi, sono arrivato un paio di giovani in prospettiva molto interssanti, come il trequartista brasiliano Adryan ed il centrocampista Tabanelli, preso dal Cesena. Forse si poteva osare di più ma a Diego Lopez, aziendalista per eccellenza, va bene così. Voto 5,5

Catania: Stesso discorso fatto per il Bologna, con l’aggravante di una posizione di classifica ancora più precaria. Vero è che si è riportato a casa il figliol prodigo Lodi che, per quanto importante sia (e lo è parecchio) non è certo Maradona e neppure ha poteri taumaturgici. Rinaudo ha l’aria di chi in Serie A ci è solo di passaggio, mentre Fedato è un giovanissimo di grandi speranze. Andava preso un centravanti che potesse dare il cambio a Bergessio. Voto 5

Chievo: Girandola di acquisti e cessioni in casa Chievo, ma il bilancio pare essere decisamente in attivo. Via un blocco di riserve poco utilizzate, come Sestu, Estigarribia e Pamic, e dentro due potenziali titolari come Canini e Guarente, che aggiungono esperienza e quantità a difesa e centrocampo. Intriga l’innesto di Obinna, cavallo di ritorno. Se motivato a dovere, può essere l’arma in più nella corsa alla salvezza. Voto 6,5

Fiorentina: Applausi, come sempre, a Daniele Pradè, riuscito a regalare ottimi rinforzi a Vincenzo Montella. Rinforzi che rispondono ai nomi di Diakitè, Anderson e Matri: arrivati teoricamente per dare il cambio ad infortunati vari, sono elementi che potrebbero comunque far parte, stabilmente, della formazione titolare. Tutti e tre, peraltro, non hanno comportato particolari uscite economiche. Bene anche le cessioni, con alcuni giovani mandati a maturare e il poco utile Ruben Olivera sbolognato al Brescia. Insomma, lungimiranza unita ad efficienza. Di più, non si poteva. Voto 7,5

Genoa: Per un attimo abbiamo creduto di assistere al solito teatrino di compravendite architettato, in ogni sessione di mercato, da Enrico Preziosi. Si sentiva parlare, ad esempio, di una cessione di Gilardino ed il contestuale arrivo di Borriello, ma si è rivelato solo fumo. Meglio così. Gasperini è stato accontentato, in quanto sono arrivati il suo pupillo De Ceglie e, soprattutto, un difensore di valore assoluto come Nicolas Burdisso, che darà una marcia in più alla difesa ligure. Curiosità per vedere all’opera Sculli e Motta, praticamente inattivi nella prima metà di stagione. A livello di cessioni, smaltiti parecchi esuberi, compreso l’oggetto misterioso Ze Eduardo. Voto 6,5

Inter: Erick Thohir, assaporato il malumore dei tifosi, ha deciso di mettere mano al portafogli e portare a Milano un campione, uno di quelli capace di far sognare le folle: non si può definire diversamente Hernanes, pagato 20 milioni di euro (cifra cui si arriverà con gli eventuali bonus), calciatore che può far fare il salto di qualità alla linea mediana nerazzurra. Bene anche D’Ambrosio, il cui innesto anticipato era necessario. Rende perplessi, però, il fatto che non sia stato preso un attaccante: insistere sullo scambio Vucinic – Guarin, lavorandoci meglio e con maggior lungimiranza (vale a dire insistendo su un conguaglio di circa 5 milioni), avrebbe reso il mercato eccellente. Purtroppo si è gestita la vicenda in maniera tragicomica, come mai fatto prima nella storia del calciomercato. E intanto il reparto avanzato è ora ridotto all’osso. Voto 6,5

Juventus: Marotta l’aveva detto: questa squadra non aveva nulla da riparare, se ci fosse stata un’occasione da cogliere al volo lo si sarebbe fatto. E così è stato, con il colpo da novanta Osvaldo portato a Torino gratuitamente: se farà bene lo si riscatterà, diversamente saluti e baci. Adesso il parco attaccanti è troppo affollato, ma di colpe alla dirigenza se ne possono dare poche. Ai vari Giovinco, Quagliarella e Vucinic era stata trovata una destinazione, ma i diretti interessati hanno puntualmente detto di no. Avranno fatto bene? Difficile dire di sì. Chiaro, con lo scambio alla pari Guarin – Vucinic sarebbe stato un mercato a sfumature dorate. Voto 7

Lazio: Via Hernanes, in cambio è arrivato il solo Kakuta, eterna promessa proveniente dal Chelsea. E sì che si è fatto un tentativo per Biabiany, che ha poi rifiutato il trasferimenti nella Capitale, ma andava fatta qualcosina di più. Lo stesso arrivo di Helder Postiga convince davvero poco. Il centravanti portoghese non è un bomber, vero è che lavora molto per la squadra, ma che bisogno c’era di andare a prendere dal Valencia un giocatore in là con gli anni e poco prolifico? Non a caso, neppure il tempo di arrivare che si è rotto. Mercato deficitario, ma c’è fiducia in Reja. Voto 5,5

Livorno: Sconcertante: tale è il calciomercato del Livorno. Spinelli avrebbe dovuto osare di più, ma che non ci fosse trippa per gatti lo aveva capito per primo Davide Nicola, il quale non ha voluto saperne di tornare sulla panchina dei toscani. Due esterni arrugginiti come Mesbah e Castellini, e un giovane attaccante come Belfodil che, in 30 giorni di mercato, ha cambiato idea 150 volte relativamente alla destinazione da accettare. In più, è stato ceduto un titolare come Schiattarella, in Serie B, e si stava per fare altrettanto con Siligardi. In bocca al lupo a Di Carlo. Voto 4,5

Milan: Da tempo il mercato del Milan segue una precisa logica: investimenti funzionali al progetto tattico e, soprattutto, a basso costo, meglio se nullo. Tutti i nuovi arrivi in casa rossonera, difatti, rispondono a questa linea d’azione. C’è grande curiosità nel vedere in che modo Seedorf riuscirà ad inserire in squadra quelle che, al momento, sembrano fondamentalmente delle incognite, comunque con buona possibilità di riuscita. In particolare, stuzzica vedere in che condizioni sono Essien, dato gratis dal Chelsea, e soprattutto il marocchino Taarabt, che ha quintali da talento ma a cui sin qui fatto difetto la volontà. Per adesso, promuoviamo con parziale riserva. Voto 6,5

Napoli: I tifosi sono scontenti ed hanno avuto il coraggio di contestare Aurelio De Laurentiis, uno che ha preso il Napoli quando al centro sportivo non c’erano neanche palloni e pettorine, per portarlo in Champions League. Fatta questa pemessa, andiamo a giudicare le operazioni fatte dal ds Bigon. In entrata sono arrivati un difensore esperto come Henrique, al suo secondo impatto con il calcio europeo (il primo, diviso tra Barcellona, Bayer Leverkusen e Racing Santander fu poco entusiamente), il giovane rampante Ghoulam, che si spera possa dare dignità alla corsa sinistra del campo, e Jorginho, che ha tutto per diventare un campione. In uscita, via l’inguardabile Armero, l’inutitlizzato Cannavaro e lo sfiduciato Vargas. Si voleva un altro centrocampista? Le condizioni non sono state tali da far sì che accadesse. Voto 7

Parma: Il maxi scambio con il Sassuolo lascia perplessi, in quanto si ha l’impressione che a guadagnarci siano stati i neroverdi. Scambio in attivo, invece, con la Sampdoria: via Okaka, dentro Pozzi che, se sorretto da un’adeguata condizione fisica, può essere un’ottima alternativa ad Amauri. L’arrivo di Molinaro lascia perplessi, visti i trascorsi poco entusiasmanti del ragazzo alla Juve, ma il successo di Ghirardi è stato trattenere i vari Paletta e Parolo. Dubbi su Biabiany: ceduto prima al Guangzhou e poi alla Lazio, ha detto di no in entrambi i casi. Saprà non farsi influenzare sul campo da gioco? Voto 6

Roma: Mercato eccellente da parte di Walter Sabatini, che continua a viaggiare sulla cresta dell’onda. E’ stato preso il centrocampista più richiesto del campionato, vale a dire Radja Nainggolan, che darà a Rudi Garcia quell’alternativa in mezzo al campo di qualità e quantità che, giocoforza, Bradley non poteva garantire. C’è fiducia anche attorno a Rafael Toloi e Michel Bastos, ma soprattutto la fiducia la si ha guardando al futuro: in particolare, della nidiata di giovani portati nella Capitale, fanno sognare Sanabria (girato al Sassuolo) e Berisha, la versione 2.0 di Ibrahimovic. Giusto cedere i poco utilizzati Burdisso, Borriello e Marquinho. Voto 7,5

Sampdoria: Il mercato dei blucerchiati è stato, più che altro, in uscita. Ceduti tanti calciatori in avanzo presenti in rosa, come i vari Castellini, Poulsen, Gentsoglou e Maresca, sono arrivati pochi investimenti, tutti mirati e concordati con Mihajlovic. Interessanti gli acquisti di Sestu e Maxi Lopez: vanno recuperati, soprattutto l’argentino e, da questo punto di vista, c’è grande fiducia nel tecnico serbo. Forse si poteva osare di più, ma impedire le partenze di Gabbiadini ed Eder, più volte tentati, è stata cosa buona e giusta. Voto 6

Sassuolo: Tutto si può dire di Squinzi, tranne che non abbia fatto il possibile per cercare di rinforzare il Sassuolo in questa sessione di mercato. Vero è che le rivoluzioni non hanno sempre portato effetti positivi, soprattutto se fatte a gennaio, ma è chiaro che gli emiliani avessero bisogno di rinforzi in ogni reparto. A partire dalla difesa, nella quale sono arrivati innesti del calibro di Rosi, Cannavaro, Manfredini ed Ariaudo. Bene anche Biondini e Brighi a centrocampo e Floccari e Nicola Sansone in avanti. Se verranno dosati bene, potrebbero anche esplodere i giovani Pedro Mendes e Sanabria. Guardando alle cessioni, niente di spiacevole, eccetto la partenza di Kurtic: lo scambio con Brighi, comunque buon giocatore, convince poco. Insomma, gli investimenti ci sono stati, adesso tocca a Malesani farli quagliare al meglio. Voto 7

Torino: L’ossatura dei granata è talmente buona che da innestare c’era davvero poco. Se poi porti a termine uno scambio con il quale si è registrato l’arrivo di Kurtic in cambio di Brighi, c’è di che applaudire. L’arrivo di Tachtsidis pare più che altro ornamentale, mentre avrebbe fatto più comodo un attaccante, che potesse dare degno ricambio a Cerci ed Immobile. Forse si poteva maggiormente insistere su Bellomo.Voto 6

Udinese: Poco e nulla da registrare, con una serie di acquisti e cessioni che hanno coinvolto più che altro le squadre di proprietà dei Pozzo, vale a dire Granada e Watford. Unico arrivo degno di nota, forse, l’ex Napoli Yebda, che può aggiungere quantità ad un centrocampo spesso a corto di fiato. Un centravanti sarebbe sicuramente stato ben accolto da Guidolin. Voto 5,5

Verona: Il sacrificio di Jorginho si sentirà eccome, ma è stato inevitabile. L’arrivo di Marquinho, però, può rappresentare un valore aggiunto nel prosieguo del campionato, strapparlo al Genoa è stata mossa degna di nota. Parzialmente sconosciuti Pillud e Rabusic, ma il primo dovrebbe trovare un po’ di spazio: vedremo di cosa sarà capace. Per la posizione di classifica, giusto non fare chissà quali operazioni.  Voto 6