Si è conclusa questa sessione di mercato invernale, basata su qualche colpo a sensazione (Kovacic all’Inter e Balotelli al Milan), parecchie manovre di “assestamento” (Peluso alla Juventus e Torosidis alla Roma), trattative di cui si è parlato a lungo conclusesi poi con un nulla di fatto (Paulinho all’Inter e Drogba alla Juventus) ed affari sfumati in extremis (Kasami al Pescara e Felipe Anderson alla Lazio). Proviamo quindi a dare un giudizio al lavoro svolto dalle varie squadre, cercando di capire se è stato fatto un lavoro funzionale alle esigenze degli allenatori, se si è cercato di far colpo a suon di sensazionalismo o se le operazioni sono state effettuate senza criterio alcuno.
– Atalanta: L’ossatura della squadra era buona e, più che altro, si necessitava di qualche rinforzo sulle corsie laterali, oltre a qualche elemento che potesse supportare Denis nel reparto avanzato. Appurato che tenere Schelotto non aveva più senso alcunio, sono arrivati ben tre esterni: Del Grosso, Scaloni e Giorgi: il primo è elemento su cui fare buon affidamento, gli altri sanno di surrogato e non ce ne vogliano. Non ha convinto neppure un po’, invece, lo scambio tra Manfredini e Canini: quest’ultimo avrà pure cinque anni in meno dell’altro, ma l’ex Capitano della ‘dea bendata’ era leader indiscusso del reparto arretrato, e la sua partenza si farà sentire. Contini non ha mai convinto nel corso della sua carriera, ma arriva per fare panchina. Ottimi gli innesti, in attacco, dei vari Budan, Brienza e Livaja: tanta roba, che potrebbe far pensare ad un Colantuono sempre più propenso a schierare due punte pure. Voto 6,5
– Bologna: Dolorosissima la cessione di Portanova, decisamente incomprensibile, dato che parliamo di un baluardo tra i migliori del suo ruolo. L’atto d’accusa lanciato dal diretto interessato alla dirigenza felsinea lascia comprendere come sia stato ceduto contro la sua volontà: aggravante per chi ha preso l’insana scelta. In suo luogo è stato preso dall’Udinese il brasiliano Naldo, che rappresenta un’incognita assoluta che avrà le sue difficoltà, quantomeno sul piano della tempistica, ad integrarsi in una realtà dura quale è la Serie A, peraltro a campionato in corso. Movimenti minori quelli relativi all’entrata di Moscardelli e all’uscita di Acquadresca e Gimenez. Voto 5
– Cagliari: Quello di Cabrera è un arrivo che richiama i bei tempi andati, in cui gli uruguagi erano di casa a Cagliari: basti pensare a Fonseca o O’Neill. Trattasi di un centrocampista che potrebbe aggiungere qualità alla linea mediana dei sardi, fungendo da prima alternativa a capitan Conti, oppure giocando al suo fianco. Il capolavoro Cellino l’ha fatto tuttavia trattenendo i pezzi pregiati di un mercato con cui si dovrà comunque fare i conti la prossima estate. Il riferimento è ai vari Astori, Nainggolan e Sau, per i quali sono arrivati offerte importantissime da Spartak Mosca, Napoli e Fiorentina, poi respinte al mittente: non era facile per nulla ed è una cosa da non sottovalutare assolutamente. Voto 6,5
– Catania: Un mercato comprensibilmente scialbo, quello degli etnei, che ha visto l’arrivo dell’attaccante Cani e la partenza di calciatori inutili e/o inutilizzati come Morimoto, Lanzafame e Paglialunga. Nessuna modifica sostanziale, dunque, alla rosa a disposizione di Maran. Imporante è stato resistere alla sirene per Lodi. S.V.
– Chievo: Preoccupa seriamente l’avvicendamento di Sorrentino con Ujkani: dare via l’estremo difensore italiano era purtroppo diventato inevitabile, ma il sostituto, nei cinque mesi trascorsi in Sicilia, ha combinato disastri in serie. Colpe non solo sue, per carità e difatti la speranza è che torni il buon portiere visto lo scorso anno a Novara. Grande attesa c’è per l’arrivo di Sampirisi, esterno difensivo sul quale un anno fa si erano riversate le attenzioni di importanti club d’Oltremanica. Il vero colpo di mercato è tuttavia il ritorno del figliol prodigo, Francesco Acerbi, uscito devastato dal periodo vissuto al Milan: l’aria di casa potrebbe fargli bene, restituendolo alla forma migliore. A centrocampo, via Marco Rigoni, dentro Seymour: era davvero opportuno? Voto 6 –
– Fiorentina: L’acquisto più importante i viola l’hanno fatto in ottica futura, con l’investimento su Giuseppe Rossi, attaccante di valore mondiale con l’incognita legata all’infortunio: un rischio che, se dovesse dare i risultati sperati, garantirebbe ricavi triplicati in termini di prestazioni. Ma limitarsi all’ex bomber del Villareal sarebbe riduttivo. Peccato mortale sarebbe tacere di Wolski: questo ragazzo classe 1992 ha potenzialità importanti e, sotto la scuola di Montella, potrà crescere bene. Ha piedi raffinatissimi ma un fisico da migliorare, in quanto troppo gracile per le robuste difese della Serie A. L’impressione è che siamo di fronte ad un giocatore che si farà, a differenza dell’eterna incompiuta Ljajic. Marginale l’apporto che potrà dare Larrondo, buone per la panchina, come pure il carneade Compper. Intelligente l’ingaggio di Sissoko, di cui abbiamo buoni ricordi ai tempi juventini. Mercato di sostanza, servito anche a dar via elementi superflui (Cassani, Olivera) o bisognosi di far esperienza (Seferovic). Voto 7
– Genoa: Le continue compravendite di cui si rende puntualmente protagonista il Genoa si sono spesso rivelate controproducenti per la squadra, che non di rado è andata fuori fase dopo l’oramai classico andirivieni di calciatori. E la routine è stato rispettata anche nel mese appena terminato, con Preziosi che ha portato sotto la lanterna ben 9 nuovi elementi a fronte degli 8 ceduti. Eppure, se in passato si è agito, talvolta, in base ad esigenze compulsive, stavolta di acquisti – purchè mirati – se ne sentiva il bisogno, soprattutto nel reparto arretrato. In tal senso, gli innesti di elementi di assoluto valore ed esperienza come Manfredini e Portanova innalzano tantissimo il livello della retroguardia ligure, con Frey che potrà finalmente godere di un adeguato schermo protettivo davanti a sè. Decisivo potrebbe risultare anche l’arrivo di Marco Rigoni, maestro nel dare ordine al centrocampo ed inspiegabilmente finito ai margini al Chievo. Promossi anche Matuzalem e Floro Flores, molto meno convincono Cassani ed Olivera: il primo appare in netto declino, il secondo non è mai stato incisivo nella sua carriera. La perplessità più grande, però, la suscita il nome di Ballardini: scelta difficile da comprendere alla luce delle esperienze passate. Voto 7
– Inter: Come abbiamo ribadito già ieri, il mercato dell’Inter è stato funzionale alle richieste dell’allenatore, e questo rappresenta già elemento di merito. La nota dolente ha però il volto di Sneijder, la cui vicenda è stato gestita pessimamente, al punto che la svalutazione del cartellino del calciatore rappresenta un autogoal clamoroso. Ben più degna di nota dovrebbe rivelarsi, invece, la cessione di Coutinho, ma la vera sorpresa, in positivo, è stata la decisione di puntare sul talento Kovacic, classe 1994, cui dovranno essere affidate le chiavi del centrocampo. Da apprezzare come siano stati inseriti tasselli lì dove era necessario: si pensi a Carrizo, Schelotto e Kuzmanovic, tutti elementi di buon affidamento. Rocchi appare inutile alla causa, ma è arrivato fondamentalmente per fare numero. A dirla tutta avrebbe fatto comodo un altro difensore, ma era finita la grana per arrivare a qualcuno di decente. Mercato promosso con parziale riserva, ma le impressioni sono positive. Voto 6,5
– Juventus: Delusione è la parola che riassume in maniera più efficace lo stato d’animo dei tifosi juventini (e forse di Antonio Conte). La batteria degli attaccanti andava rimpolpata, poche chiacchiere. Ed invece proprio di chiacchiere se ne sono sprecate a bizzeffe. Non che si chiedesse un fuoriclasse, sarebbe stato sufficiente un centravanti di buona caratura, con grande esperienza in ambito europeo e non logoro fisicamente: eppure si è scelto di non investire 8 milioni di euro su un elemento che rispondeva appieno all’identikit come Lisandro Lopez, puntando sullo stagionatissimo Anelka, che ha firmato un contratto di 6 mesi dopo un anno di esilio dorato e nullafacenza in Cina: che apporto potrà dare il bizzoso trentaquattrenne francese? Gli assalti tentati nel finale di mercato a Belfodil ed Icardi sono sintomatici di uno stato confusionale dal quale Marotta deve probabilmente riprendersi. Lo stesso Peluso, arrivato su espressa indicazione dell’allenatore bianconero, ha sin qui creato più che altro disagi. Risultato di ciò è un’insufficienza piena, Conte meritava altro. Voto 5
– Lazio: Non aveva chissà quali esigenze la formazione capitolina, che ha dalla sua una rosa già competitiva e ben assortita. Non per nulla ci si limitati al solo Pereirinha, esterno di centrocampo destro dotato di una progressione impressionante. Per farla breve, nulla di eclatante, perchè nulla di eclatante era necessario. Voto 6
– Milan: Difficile per i tifosi rossoneri non entusiasmarsi alla chiusura di questo calciomercato, visto come si erano messe le cose ad un certo punto della stagione. C’era chi parlava – esagerando a dir poco – di lotta per la salvezza, ma Allegri è riuscito a tirato fuori la squadra fuori dai bassifondi della classifica, portandola a ridosso di posizioni decisamente più appropriate alla nobile storia del club rossonero. Come regalo per il tecnico toscano, il mercato invernale ha portato in dono Balotelli, potenziale fuoriclasse con il quale suscitare rosicamenti acuti nei tifosi avversari, in particolare nei cugini di nerazzurro vestiti . Zaccardo è innesto di esperienza che saprà fare il suo e Salamon è un giovane di sicuro avvenire, ambito da parecchia concorrenza. In uscita, rosa sfoltita, come comandato da Allegri. Un mercato, dunque, all’insegna dell’alleanza con Raiola che, anche in chiave futura, potrà essere oro colato. Voto 7,5
– Napoli: L’entusiasmo che avvolge la compagine partenopea vale più di ogni altro innesto di mercato. E tuttavia, puntellare la rosa ove fosse essenziale, era cosa buona e giusta per tenere fede a prospettive tricolore. Missione compiuta, e di ciò va dato atto al ds Bigon ed al presidente De Laurentiis, autori di un lavoro notevole. Basti pensare a Rolando, due anni fa richiesto da mezza Europa e difensore che innalzerà la levatura della già importante retroguardia campana. Adeguati ad assolvere le mansioni di fidate alternative anche Armero e Calaiò, mentre grande è l’interesse che suscita il giovane Radosevic, definito il Gattuso croato. Eccellente anche l’opera di sfoltimento, con il Napoli che ha sicuramente guadagnato in qualità al netto di partenze ed arrivi. Voto 7
– Palermo: Che confusione! E’ l’esclamazione che viene spontaena a leggere l’enorme quantitativo di acquisti e cessioni di cui è stato protagonista il Palermo di Zamparini. Una squadra in profonda crisi, che aveva bisogno di essere rivoltata come un calzino, purchè in maniera mirata, per cercare di puntare alla salvezza. Sorrentino è pura manna dal cielo: da uno dei peggiori portieri della Serie A, si è passati ad uno dei migliori interpreti del ruolo. Aronica innalza quantomeno il livello di una difesa in preda ad una costante confusione, ma siamo convinti che andasse fatto di più per questo reparto. Tra i neo arrivati, siamo in attesa di vedere all’opera l’esterno Nelson, di cui si dice un gran bene, e il centrocampista Faurlin, arrivato dal Qpr. L’arrivo, per l’attacco, dei vari Fabbrini, Formica, Sperduti e Boselli non garantisce quel salto di qualità che ci si poteva aspettare, e sarebbe stato preferibile virare su un elemento di comprovata esperienza, dato che Miccoli sembra oramai al capolinea della sua storia d’amore con il Palermo, e che Dybala, pur dotato di grande talento, è ancora un po’ acerbo per poter garantire continuità di rendimento. Risparmiare qualche soldo, e tenere uno tra Budan e Brienza, sarebbe stato forse più assennato. Sicuri che Boselli garantirà più goal del croato passato all’Atalanta? Voto 6 +
– Parma: Nello scambio che ha visto protagonisti Zaccardo e Mesbah, chi ci ha perso è stato Donadoni. Tuttavia è altrove che sono state fatte le operazioni degne di maggior lode: Mariga rappresenta un buon rinforzo per un centrocampo già ben assortito, idem dicasi per il difensore Coda e relativo reparto di competenza. Via Acquah, dentro Strasser: il passo è stato decisamente fatto in avanti. Fondamentale, per il prosieguo del campionato, è stato resistenere alle sirene per Amauri e Belfodil. Voto 6,5
– Pescara: Prima di questa sessione di calciomercato, la compagina abruzzese, a livello di individualità, era probabilmente la squadra peggio messa del campionato, ma c’è una squadra che è riuscita a fare ben altri disastri, ed a Sebastiani e Delli Carri va dato atto di aver fatto il possibile per cercare di innalzare il tasso qualitativo della rosa. D’Agostino è giocatore che non si discute, e stuzzica l’arrivo del giovane Rizzo dalla Reggina. Imporante anche l’acquisto di Sculli, che potrà dare un contributo non da poco per puntare alla salvezza. In avanti, via Jonathas, sono arrivati Sforzini e Caraglio: il primo ha una fugace e pessima esperienza in Serie A di appena 6 mesi, mentre il secondo è un argentino classe 1988 pescato in Cile e strappato alla concorrenza del Catania. In difesa, partito Terlizzi, che tutto era tranne che una sicurezza, chi è arrivato in suo luogo, vale a dire Bianchi Arce e Ferrario, non sembra garantire innalzamento di rendimento. Peccato sia saltato Kasami in extremis, per la furia di Raiola. Voto 5,5
– Roma: Sabatini aveva avvisato: non ci sarebbero stati movimenti eclatanti, ne’ in uscita ne’ in entrata, e così è stato. Dentro Torosidis, via il giovane Tallo: il greco era accorgimento necessario per la deficitaria fascia sinistra e fortunatamente è rimasto De Rossi, uno che va assolutamente restituito alla miglior forma possibile. Voto 6
– Sampdoria: Si pensava arrivassero chissà quali giocatori, ma Delio Rossi ha messo le cose in chiaro: nessuna rivoluzione. Così, dato via Pozzi, voglioso di una maglia da titolare ed emigrato presso lidi toscani, è arrivato Sansone dal Torino, attaccante molto versatile che potrà dare il cambio ad Eder, ma non solo. Voto 6
– Siena: Probabilmente, negli ultimi anni, poche squadre hanno fatto un calciomercato strampalato come quello di cui è stato infausto protagonista il Siena in questa sessione invernale. Sono stati praticamente liquidiati i migliori di ogni reparto (Neto, D’Agostino e Calaiò) oltre ad elementi di sicuro affidamento come Del Grosso, ed al loro posto è arrivata un’accozzaglia di elementi che, messi assieme, non fanno il valore dei quattro appena citati. Con tutto il rispetto, e fermo restando che le sorprese in positivo possono sempre capitare, ci si chiede come si possa puntare alla salvezza con i vari Matheu, Uvini, Calello, Agra ed Emagahara: tutti elementi misconosciuti o con poca e nulla esperienza alle spalle. Le speranze di salvezza del Siena sono appese ai discontinui Terlizzi e Pozzi, nella preghiera che il primo limiti le battute a vuoto e che il secondo regga a lungo senza infortuni. Dispiace dirlo, ma siamo di fronte ad una retrocessione annunciata: auspichiamo di essere cattivi profeti. Voto 4,5
– Torino: Mercato un po’ pasticcione quello dei granata, che avrebbero forse dovuto potenziare il centrocampo, ed hanno invece concentrato tutti i propri sforzi sull’attacco, che potrà contare su tre nuovi arrivi: ma se Jonathas ha sin qui dimostrato di essere ancora immaturo per la massima serie, il belga Menga ha appiccicata addosso l’etichetta del classico oggetto misterioso, in attesi che si sveli per quello che è. Chi potrebbe dare una mano decisiva nella corsa alla salvezza è invece Barreto, certamente più utile di Sansone, che di restare alla corte di Ventura non voleva più saperne. Voto 5,5
– Udinese: Un mercato all’insegna delle cessioni, quello dei friulani. Via gente in sovrannumero o vogliosa di fare esperienza, sono arrivati il giovane Alhassan, il talentino Merkel e l’urugagio Campos Toro, che nei mesi passati a Siena non ha lasciato neppure marginalmente il segno. Non erano necessari rinforzi, in tutta onestà. S.V.