I problemi per il ct dell’Italia Antonio Conte relativi all’inchiesta calcioscommesse intrapresa dalla Procura di Cremona non sono ancora finiti. Il tecnico leccese ha sperato fino all’ultimo in un’archiviazione della sua posizione invece, molto probabilmente, non sarà così.
Come riporta “Il Corriere dello Sport”, infatti, il pm Roberto Di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex allenatore della Juventus: la comunicazione ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Pressochè inutile, quindi, il lavoro svolto dai due legati del ct Arata e Cammarata, che si sono recati personalmente a Cremona per consegnare delle memorie difensive per far sì che omessa l’accusa di frode sportiva a carico del proprio assistito. Una di queste memorie, tra l’altro, l’ha scritta proprio Conte in persona, ma evidentemente non è riuscito a convincere il pm Di Martino. Ora quasi certamente i legali dell’allenatore salentino chiederanno il rito immediato che, rispetto al rito abbreviato prevede che venga fatto un contro-interrogatorio. Inoltre si salterà l’udienza preliminare davanti al gip per andare subito a processo.
Se verrà intrapresa questa strada, in autunno Antonio Conte dovrà presentarsi in tribunale per difendersi e il tutto potrebbe avere un grande seguito mediatico. Il primo grado di giudizio, inoltre, arriverà presumibilmente prima dell’inizio degli Europei 2016.
Con questo quadro che si potrebbe delineare, non è da scartare l’ipotesi delle dimissioni: l’ex tecnico della Juventus ha sempre scartato questa ipotesi, ma ora che arrivata la sentenza del rinvio a giudizio, qualcosa potrebbe cambiare. Tavecchio e Lotito l’hanno sempre difeso, ma bisognerà vedere quale sarà la sua reazione dinnanzi a quella che ritiene un’inchiesta profondamente ingiusta nei suoi confronti.
In caso di addio da parte di Conte, i nomi che sarebbero in lizza per sostituirlo sulla panchina azzurra ad oggi sarebbero questi: Zaccheroni, Guidolin ed anche Ancelotti, che si sta riprendendo al meglio dopo l’operazione subita ad inizio giugno.