Cannavaro a 360°: “Oggi i difensori sono scarsi, l’anti-Juve è l’Inter, Mondiali? Ce la possiamo fare”

Tanti i punti toccati da Cannavaro ai microfoni della rosea

Intervista fiume, quella rilasciata da Fabio Cannavaro alla Gazzetta dello Sport. L’ex capitano azzurro ha toccato diversi punti, dalla crisi tecnica attuale alla Nazionale, passando per un’analisi preliminare del prossimo campionato. Innanzitutto, una battuta su come il calcio italiano sia considerato all’estero: “Non vive un bel momento, malgrado la finale di Champions. Nessuno ha il coraggio di cambiare, di investire su giovani e strutture: quando passo dal San Paolo mi viene la tristezza. Ci siamo venduti anche i diritti del pre-partita: cosa resterà quando serviranno altri soldi? Qui allo Zenit, Villas Boas si lamenta che il governo lo obblighi a schierare cinque russi per proteggere

la nazionale. Da noi sarebbe discriminazione, e comunque è un po’ tardi per far crescere i giocatori arrivati in prima squadra, ma almeno è un tentativo“.

Altro grosso problema, che Cannavaro conosce bene, è la “scomparsa” dei difensori vecchio stile: “Un tempo bastava essere concentrato e difendere bene. Oggi vogliono che il difensore giochi, gli insegnano a guardare la palla e non a sentire l’avversario. Com’è possibile che ci siano attaccanti da 60 gol? Sarà anche colpa delle difese, no?“.

Nel panorama mondiale, secondo l’ex centrale di Parma e Juve, non è difficile individuare i migliori interpreti del ruolo: “A me piace Boateng, fisicamente fortissimo. E poi Savic e Miranda: non giovane, ma l’Inter ha fatto un bel colpo. Benatia è veloce. La coppia Pepe-Ramos resta tra le migliori“.

Pochissimi dubbi, invece, sui migliori difensori italiani: “Ancora Barzagli, Bonucci e Chiellini. Il papà di De Rossi (allenatore della primavera della Roma, ndr) mi diceva che lui allena i giovani nelle difficoltà, nell’uno contro uno: per allenarli a reparto c’è tempo. Non lo fanno in tanti”.

Attualmente, i difensori italiani su cui più o meno all’unanimità si è pronti a scommettere sono Romagnoli e Rugani, spesso accostati a Nesta e Cannavaro: “Noi alla loro età eravamo più pronti, abituati da test più difficili. Non è colpa loro se il mercato fa certe valutazioni e li carica di tali aspettative”.

Non manca molto all’inizio del campionato e la Juve, nonostante la rivoluzione in atto sul mercato, rimane favorita anche schierando 3 punte: “Sicuro. Non è questione di numeri, ma di spirito di sacrificio. Al Real a volte giocavamo con cinque davanti, Lippi superò la Germania in semifinale con quattro punte. Se manca equilibrio sei sbilanciato anche con un attaccante”.

Tra le competitor dei bianconeri, Cannavaro non ha dubbi su chi sia quella maggiormente rafforzatasi in sede di campagna acquisti: “L’Inter. Sta facendo un bel mercato, ha sistemato la difesa con Miranda e preso giocatori fisici tipo Kondogbia: come piace a Capello, come era stato dopo il 2006 quando arrivarono Ibra e Vieira. E poi la Roma, che non ripeterà certi errori”.

Cannavaro adesso è un tecnico alle prime esperienze in panchina, ma ha già le idee molto chiare sul tipo di calcio da proporre: “Mi piace attaccare e recuperare palla nella metà campo rivale. Mi piace una difesa che sappia interpretare le situazioni. Mi piace giocare la palla e far divertire i calciatori. Non la metto del tipo ‘allenatore contro tutti’. E voglio che si rispettino le regole. Anche con un ex compagno: se non si allena bene, sta fuori”.

Un dato incredibile è rappresentato dal fatto che, a distanza di 9 anni dal trionfo azzurro ai Mondiali in Germania, Buffon, Pirlo, Totti e Toni siano ancora considerati, giustamente, top: “C’è da riflettere. Loro restano bravi, ma se siamo costretti ad aggrapparci alla generazione mondiale…“.

A proposito di Mondiali, Conte dovrà lavorare molto per trovare la quadratura del cerchio con la Nazionale: “Antonio forse non ha ancora trovato la chiave affinché l’Italia interpreti il suo gioco come la Juve. Ci vuole tempo e lui ne ha poco, ma studia e insegna sempre. Deve

anche gestire i veterani come Pirlo e De Rossi, che non dovrebbero giocare tutte le amichevoli. Ha però un Verratti che il mondo gli invidia e Marchisio che ormai interpreta benissimo il ruolo di play”.

Al di là di tutto, il sorteggio delle Qualificazioni ha consegnato all’Italia un girone difficile molto difficile. Andare a Russia 2018 sarà tutt’altro che agevole: “Se sei 16° nel ranking, questo è il rischio. Come dice Antonio, sarà uno stimolo. Noi abbiamo sempre qualcosa in più e, fino alla finale di Euro 2012, erano gli spagnoli in soggezione con noi. Sono più bravi, ma ci rispettano“.