Caos Bologna, ecco le parole di Delio Rossi sullo scontro Tacopina-Saputo

Sempre più complicata la situazione in casa Bologna, Delio Rossi: "sono questioni societarie, per noi non cambia nulla"

Il Bologna per ora non commenta la notizia della causa che il presidente, l’avvocato statunitense Joe Tacopina, ha avviato a New York contro l’azionista di maggioranza del club rossoblù, il canadese Joey Saputo. Il legale ha depositato un atto alla Suprema Corte di New York, in cui accusa l’imprenditore di presunte inadempienze contrattuali. La querelle, che emerge in un periodo in cui i due soci americani apparivano sempre più distanti, con Tacopina da più parti ritenuto in uscita, si riferisce all’acquisto del club da Albano Guaraldi. Il primo accordo prevedeva che Tacopina avesse poco più del 60% delle quote del Bologna, mentre Saputo era al 25%. Poi però non furono trovati altri investitori e il canadese si impegnò a rilevare lui la maggioranza: ora Tacopina gli contesta successivi e non concordati aumenti di capitale, rivendicando circa cinque milioni come risarcimento danni.

“Sono cose che non fanno parte della mia sfera, sono questioni societarie. Però per noi non cambia nulla”, ha detto l’allenatore Delio Rossi, nella conferenza stampa alla vigilia della partita con la Samp. “I miei problemi non sono questi, io sono pagato per fare il tecnico e non per commentare le questioni societarie. Non sapevo neanche che a New York ci fosse una Corte Suprema…”. Rossi ha poi chiarito che, nel momento in cui firmò il contratto col Bologna, parlò “sempre con Saputo, con Tacopina parlai dopo. Il mio rapporto col Bologna si lega alle parole spese con Saputo”.

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