Tra gli argomenti di maggior discussione durante le riunioni di Lega c’è sicuramente quello della spartizioni dei milioni provenienti dai diritti tv. I guadagni delle 20 squadre della Serie A sono strettamente sproporzionati tra le big e le cosiddette piccole. Ciò non avviene ad esempio nel ‘modello inglese’ nel quale c’è sì una differenza legata alla classifica finale dell’anno precedente, ma il divario resta comunque minimo.
Come riporta calcioefinanza, è in fase di discussione da parte del Governo, la modifica della legge Melandri. Tale cambiamento dovrebbe redistribuire in maniera più equa i proventi dei diritti tv. La legge Melandri ha sì ridotto la forbice che c’era tra le big e le piccole, ma tale distanza è sempre molto marcata. Il modello della Premier League invece, permetterebbe alle squadre meno blasonate di competere economicamente almeno sotto questo punto di vista, ferma restando la differenza di introiti relativa al resto degli affari extra calcistici. Vediamo dunque in una simulazione come sarebbe stata la ripartizione dei diritti tv dello scorso anno con il modello Premier, rapportata a quella che realmente è avvenuta.
Si può subito notare dalla grafica sottostante, l’incredibile batosta che subirebbero le big in tal caso: -41,7 milioni la Juventus, -30,6 il Milan, -28,7 l’Inter e così via. E’ subito facilmente spiegabile il motivo per il quale le big si oppongono a tale cambiamento! I vari Empoli, Sassuolo, Palermo prenderebbero vere e proprie boccate d’ossigeno con il modello Premier, dai 10 ai 20 milioni in più, per squadre con fatturati bassi sarebbe un bel salto. Insomma, si continua tanto a discutere in lega ed al Governo di tale cambiamento, a breve conosceremo le decisioni dei cosiddetti ‘poteri forti’: il Governo sta con le piccole, ma le big si oppongono, per adesso tutto si è concluso in un nulla di fatto.
