Caso Fiat-arbitri – Abete getta acqua sul fuoco: “Nessun conflitto di interessi”

abeteNegli ultimi giorni la classe arbitrale è tornata -non è una novità- nell’occhio del ciclone. Alle (abituali e ormai stucchevoli) accuse relative a errori tecnici si è aggiunta la polemica lanciata dal Corriere dello Sport, che ha reso noto il “costo” dei fischietti nostrani, ossia 5 mln. A rincarare la dose ci ha pensato Paolo Liguori attraverso il quotidiano Libero pochi giorni dopo, evidenziando, in relazione alle sviste arbitrali che avrebbero favorito la Juventus nel deby della Mole, come la Fiat degli Agnelli e la Bassetti, marchio tessile appartenente al Gruppo Zucchi ma che ha in Gianluigi Buffon il suo azionista di maggioranza, figurino come sponsor della Figc e lanciando quindi un’accusa basata su un presunto conflitto di interessi.

Una questione indubbiamente spinosa, che il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, non ha però problemi a chiarire nel dettaglio:
La Fiat, come altre grandi imprese, non sponsorizza la Federcalcio, ma la Nazionale, che è un valore italiano superpartes. L’azienda di Torino è già stata sponsor dal 1999 al 2002, non lo era nel 2006 ma ha ripreso dall’1 gennaio 2007 nell’ambito di una classica programmazione quadriennale, tornando prima come sponsor tecnico, poi come main sponsor. Il rientro è stata una decisione per loro strategica: hanno grossi interessi in Brasile, che è forse l’area principale di produzione e mercato. Non esiste un rapporto diretto tra le entrate da Fiat e l’attività del mondo arbitrale”

Al di là di ogni polemica, la presenza di Buffon come effettivo “foraggiatore” della Figc è indubbiamente curiosa, ma anche in questo caso Abete ha una spiegazione:
Il rapporto nato con Zucchi, cui fa capo la Bassetti, va avanti da molto tempo”.

La domanda fatidica non può che riguardare la sussistenza di un conflitto di interessi, ma la risposta è secca:
Non c’è assolutamente”.