Non si placano le polemiche dopo Udinese-Milan, sfida valida per la 21ª giornata del campionato di Serie A. La gara si è conclusa sul risultato di 2-3, ma a tenere banco sono stati i cori razzisti nei confronti del portiere Maignan.
“Il mondo del calcio non può risolvere la piaga del razzismo da solo”. E’ la condanna dell’Associazione italiana calciatori. “Sono stufo di questi continui episodi non è più concepibile che queste cose accadano con questa frequenza. E’ una cosa mostruosa che gli insulti razzisti che ricevono i calciatori su tutti i campi abbiano superato quasi la metà degli insulti che ricevono in generale, come dimostra il report Aic presentato l’anno scorso”, è la dura presa di posizione del presidente del sindacato calciatori, Umberto Calcagno all’Ansa.
“Se può esserci un aspetto positivo in quanto accaduto a Udine è che tra l’arbitro Maresca, il portiere Maignan ed i calciatori del Milan ci sia stata una grande collaborazione. Una collaborazione che ha portato alla sospensione giusta della partita. Le norme prevedono che la partita possa essere sospesa con l’autorità di pubblica sicurezza e più di quello che si è fatto a norme vigenti non si può fare”, afferma Calcagno.
“Ma cosa si può fare perché tutto questo non accada più? Il messaggio che vorrei mandare è che il mondo del calcio non può da solo risolvere la questione, purtroppo questo è lo specchio della società e gli stadi non devono diventare il luogo adatto a questo tipo di fatti. Abbiamo bisogno dello Stato e del Governo. Ieri è stata fatta la cosa più giusta. Mi auguro si possano studiare le dovute contromisure con il ministro dello sport Abodi e l’esecutivo. L’altro lato positivo è che ora queste persone, grazie anche all’uso delle telecamere, possono essere individuate ed arrestate”, conclude.
