“Situazione difficile? E’ così ma non mi interessa parlare di certe cose. La mia squadra ha fatto bene in avvio oggi, anche se certe scelte arbitrali non ci hanno di certo favorito. I ragazzi ci hanno provato. Forse credendoci un po’ di più avremmo potuto metterli in difficoltà: soprattutto a centrocampo e in difesa il Sassuolo è ‘abbordabile’. In attacco invece gli avversari odierni sono molto forti e molto veloci”. Così, al termine di Sassuolo-Parma, il tecnico dei ducali Roberto Donadoni.
“Attesa per giovedì e per la decisione del tribunale fallimentare? Io preferisco non pensare a queste cose. Con la mia testa infatti penso sempre qui a fare il mio dovere; vedremo giovedì cosa succederà. Tutti denigrano e tutti parlano; invece tutti dovrebbero farsi un esame di coscienza. Giustificare se stessi non deve significare per forza una condanna per gli altri. I problemi sono sempre gli stessi, sono noto a tutti e non sono solo qui a Parma: la gestione del business nel calcio non è certamente semplice”, ha aggiunto l’allenatore del Parma.
“Sentire tante persone che parlano e che hanno e sanno la verità mi ferisce. Nessuno dice forse ho sbagliato anche io. Tutti giocano a dare colpa gli altri e a chi c’era prima, tipico atteggiamento italiano che non porta da nessuna parte. E’ un discorso complicato e che, ripeto, non riguarda solo per il Parma ma tutto il calcio italiano”, ha concluso Donadoni.