“Se pensate che il Parma sia sceso in campo perché abbiamo accettato l’elemosina vi sbagliate. La nostra scelta è stata responsabile, e dietro la nostra scelta ci sono almeno 200 persone che con questa elemosina ci vivono e magari ci pagano le bollette. Forse c’è troppa voglia di fallire il club, ma io lotterò fino a che ci sarà una piccola speranza. Non lo faccio per me, ma per i dipendenti. Se avessimo pensato solo ai soldi, non avremmo nemmeno cominciato il campionato. Macalli? Sono trent’anni che mangia con il calcio, farebbe meglio a stare zitto. Dopo le parole, vogliamo vedere i fatti. Altrimenti ci fermiamo. Ci sono degli imprenditori che vogliono salvare il Parma e Tavecchio si sta facendo garante” ha detto Alessandro Lucarelli, intervistato al termine di Parma-Atalanta.
Il capitano dei gialloblù ha spiegato stamattina al Consiglio direttivo dell’Assocalciatori riunito a Milano: “sembra un film senza fine. Vogliamo raccontare la nostra situazione e gettare le basi per nuovi regolamenti, utili a evitare che non capitino più altri casi Parma. Sono contento per la solidarietà ricevuta dai colleghi nelle ultime settimane ma le squadre che stanno bene si contano sulle dita di una mano. Il problema è più ampio e bisogna intervenire prima di trovarci a parlare di nuovo di campionati falsati e di squadre che si ritirano”.