L’ultimo rinvio in campionato, poi la palla passerà all’assemblea della Lega Serie A e al Tribunale che dovrà esprimersi sul fallimento. Ma in attesa dei prossimi capitoli della drammatica vicenda del Parma, la Figc corre ai ripari per evitare il ripetersi di altre situazioni simili in futuro. E avverte: “Mai più società di serie A comprate a un euro”. Il caso che mette a rischio la regolarità del campionato è stato al centro del consiglio federale odierno, in una giornata che si è conclusa con l’annuncio del presidente Carlo Tavecchio sul rinvio di Genoa-Parma: “Considerando lo stato morale, etico, individuale e sportivo dei calciatori ho ritenuto di rinviare la partita. E’ un fatto estremamente grave e non credo più ripetibile, almeno che non intervenga il tribunale o altre autorità superiori”.
“Non posso rinviare ogni domenica una partita”, ha detto il n.1 di via Allegri, che ha accolto una richiesta avanzata da Assocalciatori e Assoallenatori e supportata, oltre che dal Parma, anche dal Genoa. Il secondo rinvio, dopo quello di Parma-Udinese, è stato deciso da Tavecchio dopo avere “sentito l’unico presidente (il n.1 del Genoa Enrico Preziosi, ndr), perché la controparte non c’è”. Non ce ne saranno altri di rinvii, ha avvertito il coinquilino di via Allegri sottolineando che “con altre quattro rinunce il problema si estingue da solo”. Ovvero: il Parma sarà escluso dal campionato. Secondo la Figc, il percorso per l’eventuale salvataggio del club è più o meno tracciato. Il 6 marzo l’assemblea di Lega dovrà “valutare ogni iniziativa che possa consentire alla squadra di portare a termine il campionato”, come comunicato ieri da via Rosellini. Poi tutto dipenderà dall’udienza del 19 marzo, quando il Tribunale si esprimerà sull’istanza di fallimento del club.
Nel frattempo, il consiglio federale oggi ha approvato all’unanimità le linee guida per le acquisizioni societarie, in base alle quali chiunque intenda acquisire una significativa partecipazione al capitale sociale di un club dovrà soddisfare requisiti di onorabilità e solidità finanziaria che saranno previsti dai regolamenti di Lega. Le misure, che saranno adottate dal prossimo consiglio federale convocato per l’11 marzo, “prevedono grosse restrizioni e responsabilità in capo a chi decide di acquisire società di serie A. Praticamente nessuno potrà più comprare società per un euro come successo recentemente”, ha detto Tavecchio, che non ha risparmiato critiche al modo in cui la vicenda è stata gestita dall’attuale proprietà del Parma, quindi dal presidente Giampietro Manenti. “Nessuno ha presentato i libri in tribunale, che quindi non è in grado di aprire la procedura fallimentare, nominare un curatore o un esercizio provvisorio. La Lega di A si è detta disponibile ad aiutare un soggetto credibile, che può essere solo il Tribunale -ha affermato-. Il Parma è allo sbando, ma la Figc non ha nessuna responsabilità per il default del club né per quello che è accaduto dall’estate scorsa a oggi. In questo momento nessuno può dare un euro ad una società che sta fallendo, ma non è ancora fallita”.
Archiviato il discorso Parma, Tavecchio è anche tornato a sollecitare quelle riforme necessarie per il rilancio del calcio italiano, a cominciare da quella dei campionati che dovrebbe portare la serie A a 18 squadre. Il messaggio alle componenti è chiaro: “Per le riforme occorrerà la maggioranza qualificata (il 75%, ndr), ma ho comunicato che qualora non ci si arriverà chiederò al Coni di rivalutare norme e principi ispiratori che danno la possibilità di adottare le procedure al 66%. Di sicuro per quanto mi riguarda entro marzo questa questione andrà risolta: se non ci sarà la possibilità di chiuderla in termini percentuali andrò direttamente al Coni”. Dopo avere avocato a sé la delega alle riforme, tolta a Claudio Lotito dopo la bufera innescata dalla telefonata col dg dell’Ischia Pino Iodice, Tavecchio ha chiesto alle componenti di indicare un proprio rappresentante per la commissione ad hoc. Non è escluso che possa tornare in corsa Lotito: “Malagò e Delrio non hanno posto veti per nessuno, ogni componente ha la facoltà di indicare chi vuole”, ha spiegato Tavecchio.