“Io ce l’ho fatta a riavere una vita normale e sono tornato regolarmente in campo”. La speranza di Castan si chiama Marco Zanchi e, come il romanista, e’ stato un difensore che ha collezionato anche cinque presenze nelle file della Juventus, prima di giocare nel Bologna, nel Vicenza, nel Verona e nel Messina, ma ai tempi della Serie A. Anche a Zanchi, che oggi ha 37 anni e allena gli Allievi del Vicenza, venne diagnosticato un ‘cavernoma’ che gli procurava una ‘sindrome vertiginosa’.
“Mi feci operare nell’aprile 2003 e tornai in campo nel successivo mese di ottobre – ricorda Zanchi al’ANSA -: sarei potuto anche rientrare prima, ma un infortunio al ginocchio me lo impedi’. Dopo l’operazione al 99,9 per cento, il problema non si ripresenta, questo va detto. Si tratta pur sempre di un’operazione alla testa e, pur essendo sfortunato, Castan ha avuto la sua buona dose di fortuna. Perche’ queste cose si superano. A me capito’ quando giocavo nel Bologna. Ci vuole pazienza e bisogna sperare, in situazioni come questa il calcio passa in secondo piano, si pensa solo a star bene, come e’ capitato a me”. Zanchi ricorda i continui problemi di equilibrio, che gli impedivano di allenarsi. “Si ripresentano ciclicamente, a prima vista sembra una labirintite, con tanto di nausea – spiega – ma si puo’ risolvere. Ricordo che, una settimana dopo l’intervento, gia’ stavo bene. E’ chiaro che, per tornare in campo, bisogna aspettare l’ossificazione del cranio, passano tre-quattro mesi. Conti alla mano, Castan potrebbe tornare a giocare gia’ ad aprile”. Zanchi esclude l’uso del caschetto. “Io non l’ho mai usato – fa notare -. Dopo un intervento di microchirurgia, non serve”.