“Siamo ancora vivi”, gridava Caressa dopo il pari di Materazzi nella finale del Mondiale del 2006 tra Italia e Francia. Ecco, lo possiamo dire. Non si tratta di nazionale ma il concetto è uguale, con la speranza che anche il finale possa essere la stesso.
Ranking Uefa, la classifica aggiornata: dominio spagnolo, una sola italiana nella top ten [DETTAGLI]
“Siamo ancora vivi”
“Siamo ancora vivi”, dicevamo. Il nostro paese è tornato a dire la sua in Europa. Il nostro paese è tornato tra le grandi d’Europa. Il dato è eloquente, al di là di ogni ragionevole analisi tecnico-tattica o comunque prettamente calcistica. 3 squadre agli ottavi di Champions League. Non accadeva da un po’, da queste parti. Non parliamo di decenni, ma neanche di qualche anno. L’ultima volta fu nel 2011. 8 anni. Tanti o pochi? E’ una questione di punti di vista. Almeno fino ad una decina di anni fa (appunto), e lo scopriremo a breve, c’eravamo abituati bene. Anzi, ci avevano abituato bene, diciamo la verità. Il calcio italiano dominava, con più squadre ad arrivare fino in fondo ed una spesso a vincere. Succedeva praticamente da sempre, in un modo o nell’altro. O Inter o Milan o Juve, calcio italiano tra i grandi e molte volte più grande di tutti.
Il lento declino
Poi il declino, lento (dal 2011 in poi, anzi forse un po’ prima). Tanti risultati negativi e lo ‘scotto’ da pagare: 3 squadre e non più 4 ad avere accesso alla grande competizione europea. Questo penalizza e non poco, e così sono passati 9 anni da quando abbiamo visto alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie ad una squadra italiana: l’Inter di Mourinho del 2010.
Si torna grandi: l’analisi dal 2010 ad oggi
E’ da lì che parte la nostra analisi, arrivando sino al presente, in merito alle italiane qualificate agli ottavi. Abbiamo preso in considerazione quella stagione, proprio perché è stata l’ultima in cui l’Italia ha trionfato fuori confine, anche se era già ben evidente la discesa che ha poi portato contraccolpi importanti nell’attualità. L’anno in cui i nerazzurri vincono (era il 2009-2010), a qualificarsi agli ottavi sono anche Milan e Fiorentina. Così come i due anni successivi: con le milanesi sempre protagoniste (con Roma prima e Napoli poi), sono in tre a staccare il pass per gli ottavi. Poi, come detto, sempre più in basso. Milan e Inter scompaiono, la Juve prende il loro posto e tiene alto il vessillo italiano con le due finali di Champions. Ma è ‘quasi’ sola, accompagnata in alternanza da Roma (semifinale due anni fa) e Napoli. Mai più di 2 le squadre che riescono a superare gli ottavi dal 2012 al 2018, con il punto più basso nel 2013-2014 (il solo Milan tra le migliori 16). Influiscono, e anche tanto, le uscite premature ai preliminari delle varie Sampdoria, Udinese, Napoli, Lazio e Roma.
E’ di nuovo “una questione loro”
Ma quest’anno si rivede la luce, finalmente. Forse ancora non basta per esaltarsi, ma è un segnale. Un segnale importante. Ci sono Juve e Napoli, mentre la sorpresa è l’Atalanta. E pensare che sarebbero potute anche essere 4 se non fosse stato per l’harakiri dell’Inter. Ma va bene così, comunque. La squadra di Conte ha margini di crescita, la Roma è ripartita con Fonseca, Juve e Napoli sono sempre lì. Il futuro può tornare a parlare italiano. Ma soprattutto, l’Italia può tornare a battagliare con le grandi. Sì, perché quest’anno è tornata ad essere “una questione loro”. Di Italia (3), Spagna (4), Inghilterra (4), Germania (3) e Francia (2). Come ai bei tempi. E se l’Italia negli ultimi anni ha arrancato, lo stesso non si può dire proprio di Spagna e Inghilterra. Specie i primi, con Barcellona prima e Real e Atletico Madrid poi, dominano in lungo e in largo da almeno un decennio, portando ‘dentro’ la fase finale quasi sempre tre o quattro squadre.