Commisso sul nuovo stadio: “Nella mia società decido io, invece in Italia bisogna passare prima dalla politica”

Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha rimarcato ancora con forza quello che è il suo pensiero sulla questione stadio

“Quel giorno ero a Firenze, a Villa San Michele. Ho detto a chi era lì con me: ‘Se qualcuno tifa Francia se ne può andare. Qui siamo tutti per l’Italia’. E poi vincemmo ed esultammo tutti insieme”. Sono i ricordi del presidente della Fiorentina Rocco Commisso del 9 luglio 2006, la notte che fece esultare tutti gli italiani.

Il patron calabrese è stato ospite di Reggina Tv, parlando anche dei progetti futuri in viola e della questione stadio: “A Firenze in pochi mesi abbiamo messo su il più grande centro sportivo d’Italia e poi speso 70 milioni per il mercato di gennaio. In totale spesi 300 milioni. 10 anni fa la Fiorentina aveva 100 milioni di incassi, poi noi siamo andati indietro e le altre sono andate avanti. Juventus, Atletico Madrid, Tottenham, Manchester City sono andate avanti non solo sul campo ma anche con stadio nuovo e ricavi. Senza ricavi non si possono comprare calciatori e fare risultati. Lo stadio nuovo serve. Qui in America danno opportunità di fare ciò che si può, ci sono meno limitazioni. In Italia si deve chiedere alla politica. La decisione la devo prendere io, non devo chiedere alla politica. Non siamo a 50 anni fa. E’ questo il problema della lentezza dell’Italia”.