Fiorentina, Montella in conferenza non si sbottona sulla formazione: elogi alla nuova proprietà

L'allenatore della Fiorentina Vincenzo Montella ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani sera contro la Lazio

“Sarà una partita di altissimo livello, adesso ci conoscono di più”. Presenta così, la sfida di domani contro la Lazio, il tecnico della Fiorentina Vincenzo Montella. Queste le sue parole in conferenza stampa: “So che veniamo da sei risultati utili consecutivi e che stiamo giocando con lo stesso modulo, ma voglio vedere continui progressi contro una squadra forte che da dieci anni supera la prima fase dell’Europa. Sarà una partita di altissimo livello, adesso ci conoscono di più. La Lazio ha giocatori che giocano insieme da 5-6 anni, è una squadra fisica e arrabbiata, dovremo mettere in campo il massimo del livello agonistico e tattico. Chiesa e Immobile cascatori? Essere scaltri vuol dire avere abilità e non voler danneggiare gli altri. Basta con queste cose, pensiamo al campo. In passato è accaduto anche a noi. Ma io penso ai miei calciatori, gli altri pensino ai propri”. 

Cambio modulo a gara in corso? Dipenderà dalla strategia di gara e non solo dal livello dell’avversario, del quale ti accorgi a gara in corso. Se c’è una supremazia si può giocare con un attaccante di peso. Lunedì scorso abbiamo fatto dieci tiri in porta contro uno da dentro l’area di rigore senza giocare con un attaccante di peso. Mi accontenterei di fare altrettanto domani. Chiesa e Castrovilli? Federico deve stare tranquillo, sta facendo il suo, può fare meglio, lo supporteremo in questo, ma senza ulteriori pressioni. Lasciamo lavorare la squadra in maniera tranquilla. Gaetano ha fatto la vera gavetta e i veri sacrifici e non può permettersi di perdere equilibrio, ha voglia di migliorare e ha tanti margini di miglioramento, ma ci sta che possa avere dei cali. Badelj? Se gioca sempre è perché mi dà più garanzie di altri, a Milano ha fatto una partita strepitosa”.

“C’è più appeal adesso perché c’è un progetto, una direzione grazie a Commisso, alla società e al connubio tra tifosi e squadra. Ci ha favorito anche Ribery che ci ha dato credito, ma poi tutto dipende da quello che fai in campo, se la palla entra o no”.