“Un derby non è mai una partita come le altre. Ha un significato speciale per entrambe le squadre. In passato sono andato a visitare Superga. Mi sembrava d’obbligo per commemorare un mito dello sport italiano”. Parla così del derby della Mole il tecnico della Juventus Maurizio Sarri. Queste le sue parole nella conferenza stampa della vigilia.
“Mi aspetto un Torino dalle grandissime motivazioni, un Toro da battaglia. Bisogna portare grandissimo rispetto a Mazzarri per le grandi esperienze che ha fatto. Ho grande considerazione di lui, sta facendo un bel ciclo con il Torino. Vivrò questa vigilia di derby con serenità, consapevole che si tratta di una partita speciale. Domani per noi sarebbe importante mantenere la partita sui binari adatti alle nostre caratteristiche. Pjanic? Non so ancora se ci sarà domani. Modulo? Quando ci sono in campo Cristiano Ronaldo e Dybala la soluzione ideale è giocare con il trequartista“.
“Ho visto bene Ramsey nell’ultimo periodo in allenamento, ma non so ancora quanto sia pronto per i 90 minuti. Higuain è un grande giocatore e, dopo un anno difficile, l’ho visto con motivazioni extra quest’estate. Sta dimostrando la sua qualità. Chi al posto di Alex Sandro? Dipende dalla partita, in allenamento stiamo provando più De Sciglio che Danilo sulla sinistra. In questo momento tutte le partite sono importanti, questa lo è sia per i punti in palio che per il fatto di essere una gara speciale. Spero ci aiuti a non avere cali mentali. E’ una partita che fa storia a se, indipendentemente dal momento della stagione e dagli ultimi risultati. Per loro può esserci una carica emotiva importante”.
“Polemiche sul VAR? Non è qualcosa su cui ho posto il mio pensiero fortemente. A me piace di più quando gli arbitri in campo arbitrano. Questa però è un’opinione strettamente personale, in questo momento le regole sono queste, anche se non tutte a mio modo di vedere condivisibili. Nonostante legga e mi informi, non ci capisco niente. Se mi chiedete se a me piace, vi dico di no, anche perché il VAR era nato per ovviare errori macroscopici e se viene chiamato tre o quattro volte a partita mi sembra impossibile ci siano tanti errori macroscopici. All’estero viene usato diversamente. Chiamare il VAR noi allenatori? No, a me un paio non basterebbero, sarei a rischio espulsione”.