Conte, adesso cosa farai? Negli attacchi delle big di Serie A non ci sono italiani!

Conte ha dichiarato, giustamente, di voler convocare soltanto chi gioca in maniera stabile nel proprio club, ma allora difficilmente attingerà alle grandi della Serie A per l'attacco...

Scorrendo le formazioni schierate dai tecnici delle “big” della Serie A, emerge un dato particolarmente allarmante: le squadre che lottano per il vertice della classifica presentano reparti offensivi titolari interamente stranieri. Si tratta, chiaramente, di una circostanza ascrivibile ad un fenomeno ben più ampio, ossia la sempre più netta “colonizzazione” del nostro campionato. Fatta eccezione per la Lazio, in

cui Candreva occupa il ruolo di ala destra, in tutte le altre “grandi” il made in Italy è praticamente assente, ma vediamo nel dettaglio questa situazione:

  • JUVE: il modulo che Allegri vorrà utilizzare più o meno stabilmente è ancora ignoto, tuttavia è molto probabile che si veda in campo o un 4-3-1-2 con Hernanes a ispirare due tra Dybala, Morata e Mandzukic, oppure un 4-3-3 con Dybala, Cuadrado e uno tra lo spagnolo e il croato. In entrambi i casi, l’unico italiano presente nella prima linea bianconera, Zaza, è destinato a vedere il campo col binocolo.
  • ROMA: confermato il 4-3-3, marchio di fabbrica di Garcia, la Roma presenta un tridente nuovo di zecca, con Salah e Iago Falque ali e Dzeko punta centrale. Gervinho e Iturbe cercheranno di riguadagnare punti nelle gerarchie del tecnico, mentre le uniche opzioni “italiane” sono un eventuale e poco probabile avanzamento di Florenzi (ormai adattato al ruolo di terzino destro), oppure l’impiego di capitan Totti, il cui minutaggio è nullo dopo le prime due giornate
  • LAZIO: nelle ultime ore del mercato, i biancocelesti sono riusciti a ingaggiare Alessandro Matri, ma la sua funzione sarà quella di “toppa” in attesa dei rientri di Klose e Djordjevic. I biancocelesti rappresentano, come abbiamo visto, l’unica eccezione, dal momento che come ala destra agisce Antonio Candreva.
  • FIORENTINA: il neo-tecnico Paulo Sousa ha davvero l’imbarazzo della scelta in avanti. Stando alle prime uscite, dovrebbero essere sicuri del posto Ilicic e Kalinic, con Bernardeschi che presumibilmente lascerà spazio, condizioni fisiche permettendo a Blaszczykowski, autentico colpo last-minute nei viola. Rimane indietro nelle gerarchie Giuseppe Rossi, che dovrà dunque lottare per conquistare la titolarità.
  • NAPOLI: anche Maurizio Sarri è nelle condizioni di sfogliare la margherita in attacco. Tuttavia, il tecnico ex Empoli ha dimostrato di preferire il tandem Higuain-Callejon, con Insigne arretrato sulla trequarti. Alle loro spalle, scalpitano Mertens e il “nostro” Gabbiadini, per il quale questo doveva essere l’anno della definitiva consacrazione, e che invece, allo stato attuale delle cose, siritrova a dover lottare per ottenere un minutaggio significativo.
  • INTER: come da tradizione, la rosa nerazzurra è quasi interamente straniera, con Santon che, in un’ipotetica formazione-tipo, sarebbe l’unico rappresentante del nostro Paese nell’11 di Mancini. Attacco totalmente straniero, con Jovetic, Icardi e Perisic sicuri del posto e Ljajic, Palacio e il giovane Manaj pronti a subentrare. Di italiano, nell’attacco dell’Inter, c’è solo il passaporto di Icardi, che ha però gentilmente declinato le avances della FIGC di indossare la maglia azzurra.
  • MILAN: pochi dubbi per Mihajlovic, convinto di schierare il tandem Bacca-Luiz Adriano, con Honda alle spalle del colombiano e del brasiliano. L’unica speranza di vedere un po’ di Italia nell’attacco rossonero è la “resurrezione calcistica” di Mario Balotelli, ma l’ex Liverpool avrà tanto da lavorare, visto l’ottimo rendimento dei due titolari nel precampionato e nell’ultima uscita contro l’Empoli.

C’è da chiedersi, a questo punto, quale sia la reale causa di un fenomeno del genere. E’ assolutamente vero che in Serie A ci sia un’esotismo eccessivo, sfrenato e spesso ingiustificabile, ma non si può neppure negare che, ad oggi, non vi siano attaccanti italiani definibili “top player”. Basta dare un’occhiata alle ultime convocazioni diramate da Conte: la punta attualmente più in forma è Eder, nato e cresciuto in Brasile. Se poi il c.t. Conte sarà coerente con l’intenzione di portare in azzurro solo chi gioca stabilmente nel proprio club, allora giocatori che da anni sono indicati come futuri protagonisti con la maglia della Nazionale, come Gabbiadini e Zaza, potrebbero ritrovarsi costretti a trovare soluzioni alternative (tradotto: cambiare squadra) per riconquistare, oppure rassegnarsi a un progressivo oblio.