Ogni settimana, ormai, ci ritroviamo a leggere di episodi vergognosi verificatisi all’interno degli stadi di tutta Italia: cori a sfondo razzista, continui sbeffeggiamenti nei confronti di persone che non ci sono più, e porcherie simili. A ciò si sta tentando, da qualche tempo, di porre rimedio, fondamentalmente, chiudendo i settori dei vari impianti che si sono resi protagonisti di simili vigliaccherie. Ma è davvero, questa, la soluzione per ovviare seriamente al problema? La risposta che, di getto, ci viene da dare, è un “no” netto. Innanzitutto perchè, chiudendo un intero settore, si va a penalizzare la stragrande maggioranza dei tifosi che lo occupano, la cui unica colpa è, spesso, quella di trovarsi ad assistere alla partita insieme ad un branco di imbecilli.
Una soluzione che parrebbe ovvia, e la cui mancata applicazione spesso sconcerta, sarebbe quella di impedire l’accesso degli striscioni ‘incriminati’ negli stadi. Non facciamo mica i caduti dalle nuvole, la gran parte degli immondi lenzuoli inneggianti questa o quella tragedia, vengono introdotti negli impianti addirittura un paio di giorni prima della disputa del match, con l’evidente complicità di chi dovrebbe invece evitarlo. Per carità, non sempre è così, talvolta avviene tutto nel giorno stesso della partita, ma i controlli prima dell’ingresso nello stadio a cosa servono allora? Insomma, per una parte del problema sarebbe bene prevenire, invece che curare.
Quanto ai cori, invece, ci rendiamo conto che il problema è di difficilissima risoluzione. Individuare i protagonisti di queste schifezze “canore” è, allo stato attuale delle cose, davvero complicato, per tutta una serie di motivi. E tuttavia, ribadiamo che chiudere il settore non rappresenta la soluzione ideale, in quanto si va a punire chi, fondamentalmente, non ha commesso alcunchè. Ecco perchè sarebbe bene adoperarsi, rispetto alla situazione in essere in questi tempi, con dei mezzi che consentano il riconoscimento dei colpevoli di turno, perchè è chiaro che non si tratta di una cosa impossibile, se fronteggiata in maniera opportuna.
Il problema, purtroppo, sta alla radice, e cioè nella mancanza di cultura, di educazione, nel diffondersi a macchia d’olio di un’ignoranza distruttiva, che porta il cretino di turno ad inneggiare a tragedie immani come quelle relative allo schianto di Superga, ai 39 defunti dell’Heysel, al terribile olocausto dove persero la vita milioni di ebrei. Se chi si permette di sputare veleno su certi episodi, fosse seriamente documentato su quanto accaduto, forse ci penserebbe su due volte prima di aprire bocca o scrivere certi striscioni. Ma si sa, la mamma dei cretini è sempre incinta e a questo, porre rimedio, è davvero complicato…