Giallo Rugani. Il difensore della Juventus è stato il primo calciatore di Serie A risultato positivo al Coronavirus. Di lì, poi, tamponi a tutti (altri casi solo Matuidi e Dybala). Una settimana dopo, contagiata anche la fidanzata Michela Persico, che ha effettuato il test in seguito al persistere di alcuni sintomi. La stessa donna, in un’intervista a Tpi, ha svelato come sono andate le cose. Ma emerge un particolare.
“Sto bene, per fortuna, solo molto stanca, per qualche giorno non ho sentito più odori e gusti – dice – Com’è iniziato tutto? Daniele era appena tornato a casa dall’allenamento. Si sentiva poco bene, qualche linea di febbre, nulla di più, ma per sicurezza decise di passare la notte alla Continassa, il centro tecnico della Juve. Ha anche subito avvisato la squadra che avrebbe passato la notte lì, dove ogni giocatore ha una propria camera a disposizione tutto l’anno. Così è nato il sospetto. E nonostante la mattina seguente, al risveglio, stesse meglio, con il consenso comune della Società è stato deciso di eseguire un tampone per testare la positività di Daniele al COVID-19. Ha fatto il tampone al campus, sempre alla Continassa, presso il J-Medical, eseguito dalla struttura sanitaria pubblica a cui si appoggia il club. Ventiquattro ore dopo è arrivato il risultato. Daniele ha fatto il tampone domenica 8 marzo, e il risultato è arrivato il 9″.
Domenica 8, il giorno di Juventus-Inter, giocata in serata e a porte chiuse. Quindi Rugani avrebbe effettuato il tampone prima della sfida? A tal proposito, così come riporta SportMediaset, la Juventus avrebbe smentito e precisato: “Il tampone è stato fatto l’11 marzo e quel giorno stesso sono usciti i risultati. Da lì, controlli a tappeto e quarantena per tutti”.
E’ poi lo stesso giornale che ha intervistato la Persico, Tpi, a precisare. “Chiesta conferma di questa notizia – si legge – all’agente di Rugani, e nuovamente a Michela Persico stessa, è emerso che il difensore della Juve Rugani avrebbe invece fatto il tampone la mattina di martedì 10 marzo, e sarebbe risultato positivo l’11 marzo, diversamente da come inizialmente dichiarato dalla Persico”.
