In un momento così delicato per il nostro paese, è evidente, il calcio passa in secondo piano. Anzi, in ultimo. Ma, con il decreto del Governo del 9 marzo, si è fermato soltanto momentaneamente. Non è cancellato per sempre. Riprenderà. La speranza e l’augurio di tutti è che avvenga per il 3 aprile, data di scadenza del DPCM firmato dal Premier Conte. Né lui né nessuno, però, sanno bene quando il Coronavirus verrà debellato. A maggior ragione dopo la dichiarazione di pandemia globale di qualche ora fa. Come già scritto ieri in altro articolo, dipende da noi. Anche questo. Se sapremo rispettare le direttive, potremmo farcela anche per quella data, altrimenti ci sarà ancora da combattere.
Tornando al calcio, la domanda che ci si pone è proprio questa: quando si tornerà in campo? E, di conseguenza, come si concluderà? Se si riparte il 3 aprile (ma anche qualche settimana dopo) non ci dovrebbero essere problemi, visto che la FIGC ha chiesto ieri lo “scivolamento” fino al 31 maggio. Ma, in caso contrario, gli scenari cambierebbero profondamente. Come? Le ipotesi prospettate nel comunicato di ieri della Federazione sono tre: non assegnazione del titolo, assegnazione in base alla classifica attuale, playoff. A stuzzicare la fantasia dei tifosi, ovviamente, è quest’ultima ipotesi. Playoff per la vittoria dello Scudetto e per le retrocessioni. Una soluzione affascinante ed inedita, quantomeno per la Serie A “contemporanea”. Su cui, però, non tutti sono d’accordo. E qui occorre la precisazione: probabilmente, seppur non sia rinfrancante come osservazione, qualsiasi scelta venga presa non potrà risultare completamente “lineare”. Anche per questo è necessario l’impegno di tutti affinché il campionato si concluda regolarmente alla 38ª giornata. In fondo, parliamoci chiaro: qualsiasi delle altre ipotesi si consideri, c’è sempre qualcuno ad essere penalizzato. Ma vogliamo focalizzarci, probabilmente lo avevate intuito, sulla terza soluzione: i playoff scudetto.
Premessa n°1
L’ipotesi degli spareggi è solo una di quelle proposte, quindi non è detto che si vada poi verso questa strada. Il Consiglio Federale del 23 marzo, in tal senso, potrebbe scoprire le carte. Ma, se questa fosse l’ipotesi delineata, quale sarebbe la formula?
Premessa n°2
La scelta degli spareggi farebbe presupporre che non si è fatto in tempo a concludere il campionato, dunque – in sostanza – i giorni a disposizione non sarebbero molti e, di conseguenza, anche le squadre coinvolte. Per questo motivo la scelta più logica sarebbe quella di coinvolgere le prime quattro classificate, formula che pare essere la più plausibile e probabile. Ma non facciamoci ingannare. E’ una situazione possibile ma non è detto che sia l’unica. Ed è proprio per questo che la nostra curiosità ci ha spinto ad andare oltre.
Quali formule potrebbero essere prese in considerazione in caso di playoff?
1ª IPOTESI: 4 SQUADRE
E’ quella più possibile, logica e probabile in considerazione della premessa numero 2 e per questo viene segnalata al primo posto. Dunque: le prime quattro della classifica a scontrarsi, considerando comunque sempre il piazzamento finale. Quindi maggiori vantaggi per la prima e a sua volta per chi sta a seguire.
Juventus, Lazio, Inter, Atalanta. E’ questo l’ordine attuale. Come si affronterebbero? Ovviamente, la prima contro la quarta e la seconda contro la terza, con conseguente finale. In caso di gara secca, si giocherebbe in casa della prima classificata. Se si scegliesse la doppia sfida, sarebbe la gara di ritorno a giocarsi in casa della migliore classificata. Dunque:
- Juventus-Atalanta
- Lazio-Inter
2ª IPOTESI: 2 SQUADRE
Sfida tra prima e seconda. Qui occorre la terza premessa. Non sembrerebbe una soluzione percorribile per il semplice fatto che racchiude il cerchio a sole due squadre, ma sarebbe forse la più meritevole. Motivo? Juventus e Lazio si trovano distanziate, con lo stesso numero di partite, da un solo punto. Ad oggi, sono le uniche due a poter battagliare per lo Scudetto. Le altre due, seppur lontanissime, non sono comunque vicine. E poi c’è da considerare sempre il fattore tempo, come spiegato nella seconda premessa. Se il tempo è poco, poche dovranno essere anche le partite. Dunque:
- Juventus-Lazio
3ª IPOTESI: 6 SQUADRE
In questo caso, invece, la questione tempistica inizierebbe a rappresentare un controsenso rispetto ai motivi per cui non è stato concluso il campionato, e la costante meritocratica perderebbe il suo valore, perché anche la sesta potrebbe difatti vincere lo Scudetto. Ma, diciamolo chiaramente, è ancora più affascinante della prima soluzione. In questo caso, per logica, prima e seconda passerebbero direttamente in semifinale, mentre a scontrarsi sarebbero le restanti quattro, sempre favorendo quelle meglio piazzate. Quindi:
- Inter-Napoli – Chi vince affronta Lazio
- Atalanta-Roma – Chi vince affronta Juventus
In questo caso si potrebbe tener conto di un fattore: se il divario tra terza e sesta – o tra quarta e quinta – è elevato, la terza o la quarta potrebbero passare direttamente in semifinale. Ad esempio, tra terza (Inter 54) e sesta (Napoli 39), i punti sono ben 15, tali da supportare il ragionamento di cui sopra.
4ª IPOTESI: 8 SQUADRE
Prima di iniziare, ecco la quarta premessa: questa ipotesi probabilmente non passerà neanche minimamente per la testa di nessuno. Qui il fattore ‘tempo’ si allunga. Ma, soprattutto, il cerchio delle squadre coinvolte si allarga addirittura all’Hellas Verona. Improbabile. E improduttivo. A questo punto tanto varrebbe finire il campionato. Ma quale sarebbe la formula in questo caso? L’ottava classifica sfiderebbe la quinta e la sesta affronterebbe la settima, sempre col meccanismo di cui sopra. Poi entrano in gioco terza e quarta e, a sua volta, prima e seconda. Quindi:
- Roma-Verona – Chi vince affronta l’Atalanta – Chi vince affronta la Lazio
- Napoli-Milan – Chi vince affronta l’Inter – Chi vince affronta la Juventus
Per chiudere, manca la quinta ed ultima premessa, che più che altro è una sintesi delle precedenti. Siamo soltanto nel campo delle ipotesi, alcune più logiche (per una serie di fattori) ed altre meno, ma tutte credibili e attuabili. Lo ripetiamo, e ce lo auguriamo: la speranza è che si torni a giocare il prima possibile. E non soltanto affinché il campionato possa avere una fine regolare. Ma anche, e soprattutto, perché in questo caso vorrà dire che ci saremo lasciato il Coronavirus alle spalle…
