“Posso dire che di sicuro si darà la possibilità nel decreto di realizzare in tutta Italia eventi e competizioni sportive esclusivamente a porte chiuse, dando però indicazioni ben precise anche rispetto alla prevenzione sanitaria che riguarda le stesse squadre e gli staff anche negli stadi chiusi”. Sono le parole del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, rispondendo al question time alla Camera. “Il Decreto che sarà presentato nelle prossime ore chiarirà anche dove e come sarà possibile svolgere comunque sport di base per tutti. Infatti non pensiamo sia necessario né utile ai fini della prevenzione bloccare in tutto il territorio le attività di palestre o centri sportivi, ma le attività potranno essere svolte purché si rispettino delle raccomandazioni che saranno ben declinate. Il Decreto conterrà sia un’azione di contenimento, obbligatoria ormai, ma anche tutti i provvedimenti per consentire almeno allo sport di base ma anche a quello agonistico, pur con tutte le cautele, di continuare a essere svolto”.
E mentre, davanti ad un problema abbastanza serio, i club di calcio litigano tra di loro e con la Lega, dalla pallavolo italiana arriva un’importante lezione. Alessandro Marzari, medico al Niguarda di Milano e presidente del Vero Volley Monza, nonché numero due della Lega Volley femminile, dice la sua sul Coronavirus: “Non è il momento – spiega telefonicamente all’Ansa – di questionare le decisioni, è il momento di essere collaborativi, risolvere i problemi e non crearne altri. Le porte chiuse sono quindi necessarie, è l’unica via per andare avanti a giocare. La priorità deve essere ridurre i contagi, servirà ancora un po’ di tempo per far sì che le disposizioni precauzionali facciano effetto. Senza andare in panico, è ancora possibile governare la situazione: non è una banale influenza ma nemmeno la peste bubbonica. Noi come Vero Volley perderemo circa 150mila euro per gli incassi mancati alla Candy Arena, ad altre squadre andrà anche peggio. Come Monza abbiamo evitato di fare andare la nostra Under14 alla Boy League: non mi sembrava di buon senso la nostra partecipazione. Se sono bloccate le gite perché non farlo anche con i tornei giovanili? I genitori dei nostri ragazzi hanno apprezzato questa nostra decisione”.