Diciamo pure che l’avevamo capito. Ma pensavamo anche che, arrivati a questo punto, “loro” lo avevano capito. Sì, loro. I presidenti dei club che rischiano di retrocedere e spingono da mesi per non far riprendere il campionato. Prima si “nascondevano” dietro la “scusa” della pandemia, oggi – che la Serie A riparte – chiedono di bloccare le retrocessioni in caso di nuovo stop, mandando all’aria l’ipotesi degli spareggi o dell’algoritmo.
Su questo tema ci è andato giù pesante il Corriere dello Sport, che ha titolato il suo editoriale: “Non vogliono retrocedere e chiedono di annullare il campionato“. “Chi fin dal primo giorno si era mostrato, mai apertamente, contrario alla ripartenza – si legge sulle colonne del noto quotidiano – è uscito finalmente allo scoperto, inducendo la maggioranza a rimediare una figura barbina (‘in B solo con la certezza matematica’); figura che risulterà addirittura ridicola lunedì, quando il consiglio federale metterà in netta minoranza la stessa lega rilanciando i playoff e i playout in caso di stop improvviso. Neppure la federazione del Burundi – con tutto il rispetto per i burundesi – sarebbe in grado di introdurre una norma anti-furbetti e invece noi, i quattro volte campioni del mondo, ci ritroviamo costretti a ricorrervi per cercare di portare a termine il campionato nel modo più regolare. Penso a noi italiani, che dopo tre mesi di lotta per restituire dignità e futuro al campionato, navighiamo ancora tra timori d’ogni genere, minacce, trappoloni, sospetti, dispetti. La nostra storia è fatta di tanta gloria, di giornate di orgoglio, ma anche di momenti nerissimi, di scandali e vergogne planetarie. Il passato non ci insegna mai nulla”.