Corsa salvezza in Serie A, si prospetta una bagarre da incubo senza squadre “materasso”: tanti club coinvolti

Corsa salvezza in Serie A, dopo tre anni di fila in questa stagione non ci sono squadre "materasso": si prospetta una lotta infuocata

La cenerentola del campionato. O la cenerentola del girone. Quante volte, sportivamente parlando, sentiamo pronunciare questa frase? Ma esattamente cosa significa? Ci si riferisce a quella squadra considerata ‘materasso’. Che assorbe, subisce. Una squadra inferiore a tutte le altre, sotto tanti punti di vista. Nei risultati, nelle prestazioni.

Quest’anno, a ben guardare la Serie A, non sembra che si possano avvistare squadre di questo tipo. Non adesso, non all’orizzonte, alla lunga per intenderci. La riflessione nasce considerando le ultime tre stagioni del massimo campionato italiano. Frosinone, Benevento, Crotone. Andando a ritroso, sono state queste le ‘squadre materasso’ degli ultimi tre anni. Occorre, però, fare una dovuta precisazione: i calabresi, dopo un girone di ritorno strepitoso, sono riusciti a salvarsi, a differenza delle altre due. Ma andiamo con ordine.

Stagione 2016-2017, prima in assoluto del Crotone in Serie A. Alla 9^ giornata (lo stesso periodo attuale), la squadra rossoblu aveva racimolato appena un punto in classifica, in virtù del pari contro il Palermo. Qualche vittoria da novembre in poi e, come scritto sopra, un girone di ritorno sorprendente e favoloso, culminato con la permanenza all’ultima giornata dopo la vittoria casalinga contro la Lazio.

Stagione 2017-2018. Un’altra prima assoluta, questa volta per il Benevento. I giallorossi hanno la capacità, dopo 9 giornate, di fare ancora peggio del Crotone: i punti, infatti, erano ancora zero. Sconfitte su sconfitte, anche pesanti, e il vero e proprio ruolo – appunto – di Cenerentola. Il primo punto arriva addirittura alla 17^, nel pari casalingo al fotofinish contro il Milan con gol del portiere Brignoli. Nonostante un girone di ritorno migliore, niente da fare per la squadra campana, che retrocede nuovamente in Serie B.

Stagione 2018-2019. Non la prima assoluta, questa volta, ma la seconda. Il Frosinone, però, non apprendendo la lezione, è riuscita a fare peggio dell’esordio. Dopo 9 giornate, appena due pareggi e quindi due punti. Niente da fare, a fine anno sarà retrocessione.

Andando ancora più a ritroso, non si può parlare di vere e proprie cenerentole, seppur compagini come Carpi e Novara (per esempio) potessero far pensare questo. Anche se retrocesse dopo appena un anno nell’Olimpo del calcio, quelle squadre hanno dimostrato di saper stare ‘attaccate’ al treno salvezza fino all’ultimo. Probabilmente, anche, per un livello non proprio eccelso del nostro campionato, o comunque non elevato come qualche anno fa, quando anche le big italiane faticavano a far punti in trasferta.

Quest’anno, però, le cose sembrano cambiate. Lecce e Verona (era l’impressione di tanti ad inizio anno) avrebbero potuto recitare tale ruolo, ma così non sembra dopo 9 giornate. Non inganni il risultato, i salentini hanno sofferto sabato, ma con le unghie e con i denti sono comunque riusciti a strappare un risultato positivo contro la capolista Juve. Stessa cosa qualche settimana fa per il Verona allo Stadium, che ha perso ma era addirittura passato in vantaggio. Spal e Sampdoria, al di là della classifica, non possono essere considerate allo stesso modo ‘squadre materasso’, così come Brescia e Genoa. Insomma, quest’anno sembrano esserci i presupposti per una lotta salvezza agguerrita, che magari coinvolgerà tutte e tre le future retrocesse fino alle ultime giornate.

Un problema in più per chi? Per il Milan. Come scritto in altra pagina, si fa dura per i rossoneri in ottica salvezza. Avere tante squadre agguerrite e dirette concorrenti, di certo, non aiuta. Un ostacolo in più oltre ad un calendario che rischia di complicare tante cose.