Un possibile addio di Cristiano Ronaldo fa sempre discutere. Ma, allo stesso modo, tante volte in questi due anni è stato accostato il nome del portoghese a qualche altra big europea. Motivo per cui, forse, non c’è poi granché da meravigliarsi. Ma quando i retroscena sono così dettagliati, e raccontano più intenzioni passate che attuali, qualche domanda viene da farsi. Se poi a parlarne in tale maniera è France Football, il periodico molto vicino alle vicende del Pallone d’Oro, ecco che la notizia diventa clamorosa.
Ma i tifosi della Juventus dovrebbero stare comunque tranquilli. Come detto, i fatti raccontati risalgono a quasi un anno fa. “Era il 22 ottobre 2019 – racconta la rivista francese – La notte ha avvolto Torino nella sua freschezza e la sala da pranzo sembrava un piano di Hollywood: c’erano Andrea Agnelli e Pavel Nedved, Gigi Buffon, Jorge Mendes e, naturalmente, Cristiano Ronaldo. La Juve aveva appena battuto la Lokomotiv Mosca in Champions League (2-1). Ma né il sapore dei piatti, né il bicchiere di un delizioso vino rosso sono riusciti a offuscare la frustrazione di CR7, silenzioso di fronte ai russi. Così come i suoi dolorosi adduttori, era una sensazione di rabbia contenuta che animava un scontroso Ronaldo, tutto vestito di nero. A lui non piace perdere. E anche se la Juve non ha perso quella notte, di certo non aveva brillato. Cristiano Ronaldo odia il fatto che la sua squadra non sia all’altezza. Alla sua altezza. In tali momenti, si immagina altrove. Dove ci sono i mezzi per andare ancora più in alto. Dove lo ameremo irragionevolmente. A Parigi, per esempio”.
Insomma, sembra uno spot pubblicitario. Un invito a convincere Ronaldo a sbarcare in Francia. Come vedremo, infatti, oltre ad esaltare la capitale francese, la rivista pensa a “distruggere” l’attuale città in cui gioca il portoghese: Torino. “Torino non è Madrid – si legge ancora – Torino non è la Premier League. Torino è nascosta dietro le montagne. Il club potrebbe essere grande, ma la squadra non è all’altezza. CR7 non è infelice lì, ma neanche felice. Tornando a quella notte, scrive ancora France Football “Cristiano Ronaldo sognava di giocare con Neymar o Mbappé, che adora. Sognava un club e una città dove è stato incoronato campione europeo nel 2016 con la nazionale. Sognava di aprire una porta. Se Nasser al-Khelaïfi fosse stato nella stanza, gli sarebbe bastato solo un foglio farlo diventare un giocatore del PSG. Ma i tempi sono cambiati. Il Covid-19 ha ridisegnato il futuro. Anche quello dei più grandi”.
