Troppo facile criticare Simone Inzaghi e far ricadere le colpe sull’allenatore. I problemi dell’Inter sono invece a 360° e le critiche nei confronti dell’ex Lazio sono sicuramente eccessive e fuori luogo. Il più piccolo dei fratelli Inzaghi non è il miglior allenatore al mondo, ma nemmeno il principale responsabile della stagione altalenante dell’Inter.
La squadra è in difficoltà, inutile negarlo ma l’analisi sul momento dei nerazzurri deve partire da lontano, dal post-Conte. La dirigenza è stata costretta a ridimensionarsi per una migliore gestione economica e di fair play finanziario e le strategie sul mercato sono state la causa principale del divorzio con l’ex allenatore della Nazionale italiana.
L’Inter ha perso in un colpo solo i due calciatori più forti della squadra, quelli che avevano trascinato i nerazzurri allo scudetto: Hakimi e Lukaku. Il vantaggio dal punto di vista economico è stato evidente, così come l’involuzione sotto quello tecnico. E’ stato scelto Simone Inzaghi per iniziare un nuovo progetto definito ‘al risparmio’ e comunque a lungo termine, sono arrivati calciatori a basso costo o in prestito. Impossibile pretendere, dunque, la vittoria della Champions League e nemmeno dello scudetto e forse nemmeno della Coppa Italia.

L’analisi sulla rosa
La squadra è formata da calciatori di ottimo livello, almeno due o tre per reparto. Onana si è dimostrato un punto di riferimento in porta, in difesa Bastoni è un buon calciatore, così come de Vrij e Acerbi. Il rendimento di Skriniar è stato condizionato dalle trattative sul futuro. Dimarco si è rivelato un calciatore prezioso, così come Dumfries.
A centrocampo Barella e Brozovic rappresentano i calciatori di maggiore livello, Calhanoglu non sempre riesce a fare la differenza, così come Mkhitaryan. In alcune occasioni il centrocampo è sembrato troppo ‘piatto’ e il motivo principale è da individuare nelle caratteristiche dei calciatori. In attacco l’unica certezza è Lautaro Martinez. Le alternative sono poche. Lukaku non è riuscito a confermarsi e la colpa non è solo di Inzaghi, il belga riesce a tirare fuori il meglio solo con Conte. Dzeko ha comunque 37 anni, Correa è condizionato da tanti infortuni. In conclusione? La rosa dell’Inter è stata in parte sopravvalutata, nel complesso è buona ma con poche alternative e i tanti impegni ravvicinati sono diventati un problema. Anche alla Lazio Simone Inzaghi aveva maggiori soluzioni.

La posizione di Inzaghi
Con ogni probabilità sarà Simone Inzaghi a pagare per tutti, forse anche a stagione in corso. L’allenatore ex Lazio dovrà salvare la panchina nelle prossime cinque partite: la semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, la trasferta di campionato contro la Salernitana e la gara casalinga contro il Monza, più il doppio scontro Champions League contro il Benfica.
E’ andato in scena un incontro in dirigenza per valutare la situazione dopo il ko casalingo contro la Fiorentina. Sono due le condizioni principali per garantire la conferma di Simone Inzaghi anche per la prossima stagione: almeno il quarto posto in Serie A e la finale in Champions League.
I sostituti
Non è da escludere un ribaltone a stagione in corso, eventualmente dopo il ritorno della partita di Champions League contro il Benfica. Il nome del possibile traghettatore è quello di Chivu della Primavera, con Zenga possibile outsider.
Si valutano anche le soluzioni per la prossima stagione, secondo alcune voci sarebbe stata avviata una trattativa con Pochettino. Gli altri nomi sono Conte, Thiago Motta e De Zerbi.