Sono più di 80 i nuovi stranieri tesserati dai club di Serie A nella sessione di mercato conclusasi lo scorso settembre. Adesso, a tre mesi dall’inizio del campionato, possiamo iniziare a tracciare un bilancio relativo ai nuovi arrivati, cercando di capire se ha ragione chi perora la causa dell’autoctonia, sostenendo che bisognerebbe puntare sugli italiani, possibilmente giovani, o se invece è giusto andare a pescare all’estero. Storicamente è solita prevalere la prima corrente di pensiero, andiamo adesso a vedere come stanno volgendo le cose in questo periodo, suddividendo i neo acquisti per fasce.
I 5 migliori: Nessun dubbio, per il ruolo di miglior straniero tra quelli approdati in Italia è certamente duello tra Kostas Manolas della Roma e Jeremy Menez del Milan. L’ellenico ha convinto tutti: continuità di rendimento, una sicurezza insospettabile alla sua giovane età e Benatia fatto dimenticare prestissimo, eccezion fatta che in fase conclusiva, dove il marocchino aveva acquisito l’instinct killer dei centravanti. Il francese, invece, arrivato a costo zero tra mille scetticismi, dovuti anche ai suoi alti e bassi di qualche anno addietro proprio con la Roma, è stato scoperto centravanti da Pippo Inzaghi, ripagato con ben 7 goal. Ma c’è anche dell’altro. Basti pensare a Filip Djordjevic, che la Lazio ha preso dal Nantes a parametro zero: ad oggi, per lui, ben 6 reti messe a segno. Impatto importante anche per Diego Perotti, rigenerato al Genoa dopo anni bui al Valencia: irrinunciabile perno offensivo dei rossoblu, migliorasse in zona goal sarebbe perfetto. Applausi anche al poco reclamizzato costaricense Giancarlo Gonzalez, arrivato dalla Major League Soccer sotto traccia e già assurto a leader della difesa del Palermo, al punto da essere lecitamente considerato tra i migliori del campionato..
Trombati eccellenti: Una lista breve ma ricca di nomi importanti, quella delle maggiori delusioni, dalle quali ci si aspettava ben altro rispetto a quanto visto ad oggi. Impossibile non citare Fernando Torres: Inzaghi continua a concedergli fiducia ma lui, dopo l’illusorio goal iniziale all’Empoli, ha inanellato una serie di prestazioni degne di un soprammobile. Magari si riprenderà – difficile avvenga – ma sin qui è da bocciare senza remore. Stessi discorsi vanno fatti per Nemanja Vidic (Inter), Patrice Evra (Juventus) ed Ashley Cole (Roma): tutti e tre arrivati a costo zero dalla Premier League, con un un grosso curriculum alle spalle, e tutti e tre somiglianti più che altro a degli ex giocatori. Idem per Javier Saviola, acquisto da urlo dell’estate del Verona, ma che ha visto il campo poco e nulla, e Micah Richards, che la Fiorentina ha preso dal Manchester City per vederlo entrare ed uscire dall’infermeria.
Pienamente sufficienti: Molti nomi meritano di stare in questa categoria, con in primis Marquez del Verona, che ha portato con sè un’esperienza ultradecennale maturata negli anni al Barcellona e con la Nazionale messicana, e De Vrij della Lazio, ripresosi alla grande dopo un breve periodo di ambientamento un po’ traumatico. E menzione di merito per Karnezis, dell’Udinese, prelevato dal Granada (altra società di proprietà dei Pozzo) quasi fosse un carneade qualunque e in vetta alle classifiche di rendimento dei portieri. Ma bene, eccome, anche Zukanovic (Chievo), Rincon (Genoa), Edenilson (Genoa), Iago (Genoa), Diego Lopez (Milan), Alex (Milan), De Guzman (Napoli), Holebas (Roma), Yanga Mbiwa (Roma), Keita (Roma), Bruno Peres (Torino) e Ionita (Verona).
Rimandati: C’è chi ha fatto vedere qualcosa di buono, ma con una discontinuità che rappresenta, attualmente, ostacolo per un giudizio pienamente positivo. Emblema di ciò Gary Medel, centrocampista dell’Inter, e David Lopez, pari ruolo del Napoli: caratteristiche differenti, stesso impegno, stessi risultati altalenanti. Più alti che bassi per Koulibaly, difensore grezzo del Napoli capace di grandi interventi ma anche e soprattutto di topiche clamorose. Stesso giudizio per i vari Papu Gomez (AtalantA), Hugo Almeida (Cesena), Carbonero (Cesena), Guilherme (Udinese), Obbadi (Verona), Sanchez Mino (Torino), Braafheid (Lazio) e Campanharo (Verona).
I giovani: E’ questa la categoria più polposa, quella con il maggior numero di elementi presenti, nella quale ci limitiamo ad inserire elementi dai 21 anni in giù. La maggior parte di loro, non ce ne vogliano, da che storia è storia, è destinata a finire poi nell’anonimato. Tra di essi i più ‘luminosi’ sono Kinglsey Coman della Juventus, sceso comunque sul campo da gioco pochissime volte, e Richmond Boakye (Atalanta), diamante da sgrezzare. Da menzionare Caio Rangel (Cagliari), Chochev (Palermo), Quaison (Palermo), Emerson (Palermo), Martinez (Torino), Gaston Silva (Torino), Lucas Evangelista (Udinese), visti in azione, seppur di rado. Sentiti solamente nominare, di contro, Aguirre (Empoli), Octavio (Fiorentina), Bagadur (Fiorentina), Djalo (Juventus), Campana (Sampdoria), Ucan (Roma), Barry (Sampdoria), Babic (Sampdoria), Blanco (Sampdoria), Djorjdevic (Sampdoria), Jaadi (UdinesE), Hallberg Udinese e Chanturia (Verona).
Perchè? – Qualche acquisto, invece, tra i nuovi stranieri arrivati l’estate scorsa, ci fa semplicemente venire voglia di chiedere perchè siano stati acquistati. Esprimenre un giudizio è praticamente impossibile, visto lo scarsissimo per non dire nullo minutaggio cui sono stati sottoposti.. Basti pensare ad Edimar (Chievo), Mangani (Chievo), Tatarusanu (Fiorentina), Ze Eduardo (Cesena), Basanta (Fiorentina), Mussis (Genoa), Armero (Milan), Van Ginkel (Milan), Riera (Udinese) e Molla Wague (Udinese). L’olandese del Milan ha la scusante di avere avuto un grave infortunio che lo ha messo subito fuori dai giochi, per cui ha tutto il tempo di rifarsi. Più difficile per l’altro rossonero, Armero, mai preso in considerazione da Inzaghi? E che dire di Riera? A 32 anni l’Udinese l’ha tesserato a costo zero, ma Stramaccioni non lo ha mai impiegato.
Bocciati – Eppure c’è chi, nel giro di pochi mesi, ha saputo guadagnarsi un poco onorevole pollice verso. In testa ci mettiamo l’australiano Brillante della Fiorentina: 45 minuti alla prima giornata di campionato gli sono stati sufficienti per fare danni colossali e bruciarsi prima di subito. Inutile anche lo spagnolo Michu, voluto a tutti costi daRafa Benitez al Napoli come vice Higuain e subito messo da parte dal tecnico iberico, vista la sua evidente inadeguatezza al campionato italiano. Male per la seconda volta anche Ivan Piris, già visto in azione, e male, un paio di anni fa con la Roma, ed anche Lestienne, giunto al Genoa come fosse un presunto campione e invece oscurato dai meno reclamizzati ma più efficaci Iago e Perotti. In elenco anche Joao Pedro (Cagliari), Badelji (Fiorentina), M’Vila (Inter), Bamba (Palermo), Souza (Parma), Martic (Verona) e Luna (Verona),
