Appena cinque giornate sono passate dall’inizio del campionato, eppure di allenatori messi in discussione ce ne sono parecchi. Chi più, chi meno, le voci di panchina traballante hanno coinvolto i tecnici di mezza Serie A. Ma quanto c’è di credibile in tutto questo? Andiamo ad analizzare, nome per nome, le situazioni di chi è stato chiamato in causa. Allo stato attuale delle cose, soppesati i vari fattori, due sembrano gli allenatori che, in questo momento, rischiano concretamente l’esonero: parliamo di Delio Rossi e Stefano Colantuono. Bologna ed Udinese, ad oggi, hanno collezionato appena tre punti in classifica. E dire che i friulani, alla prima giornata, avevano espugnato niente meno che lo Juventus Stadium: pura illusione, visto che dopo sono arrivate ben quattro sconfitte. Eppure la rosa a disposizione di Colantuono non è certo da retrocessione, tutt’altro. Stesso discorso valga per i felsinei, anche loro con a carico un successo e quattro pareggi, anche loro con una rosa di buon livello. La graticola, in questi casi, è da tenere davvero in considerazione.
E in zona Serie B c’è, a sorpresa, anche il Genoa di Gian Piero Gasperini. Il tecnico non ha mai avuto un inizio così tremendo nella sua storia col ‘grifone’, eppure la classifica parla chiaro: un successo e quattro ko. Preziosi è presidente vulcanico e non ci pensa più di tanto, solitamente, nel cacciare un tecnico. Tuttavia tra lui e Gasperini c’è un rapporto molto solido che lascia pensare ad altre chances per l’ex guida dell’Inter. Discorso simile per Andrea Mandorlini: il suo Verona ha tre punti, frutto di altrettanti pareggi. Nessuna vittoria per l’Hellas, lontano parente di quello visto all’opera nelle ultime due stagioni. Anche per Mandorlini, però, vale lo stesso discorso fatto soprai: rapporto di profonda fiducia con proprietà ed ambiente, di tempo ha disposizione ne avrà ancora, a patto che la squadra si sblocchi. Certo, senza Toni e Pazzini il compito sarà più arduo…
Capitolo a parte meritano Roberto Stellone e Fabrizio Castori. Come ampiamente previsto ad inizio campionato, Frosinone e Carpi stanno stentando parecchio. Appena un punto per i ciociari, conquistato ieri, al fotofinish, contro la Juventus, due invece per i carpigiani. Parlare di esonero per i due, però, sarebbe davvero assurdo. Le squadre messe a loro disposizione hanno dei limiti importanti ed entrambi i tecnici stanno svolgendo un lavoro esimio, portando le proprie squadre a giocarsela sempre e comunque. La soluzione ai pessimi risultati di Frosinone e Carpi non è certo l’esonero degli allenatori. Basterebbe fare ciò che non è stato fatto nell’estate appena conclusa: agire concretamente sul mercato. Voci sporadiche anche su Maurizio Sarri del Napoli e Beppe Iachini del Palermo: voci destinate a rimanere tali. Iachini, pur tra mille incertezze, ha comunque ottenuto sette punti, pur avendo perso Dybala. Ad uno come Sarri, invece, va concesso tutto il tempo necessario a far metabolizzare il suo gioco alla squadra.
Ma nessuno è esente da certe discussioni, neppure ai piani alti del calcio italiano. Fino a ieri si diceva che potesse addirittura saltare Stefano Pioli della Lazio: pura follia, nonostante le due pesanti sconfitte rimediate contro Chievo (0-4) e Napoli (0-5). Con la vittoria di ieri, però, i detrattori del caso sono stati messi a tacere. E qualche dolore arriva addirittura dalle due insospettabili, da quelle che erano le squadre favorite di inizio campionato: parliamo, ovviamente, di Juve e Roma. I bianconeri, che dopo la falsa partenza sembravano aver ritrovato il bandolo della matassa, hanno pareggiato ieri contro il Frosinone, arrivando dunque a cinque punti, ben dieci in meno della capolista Inter. Sconfitta invece per la Roma in casa della Sampdoria. Migliore nel complesso la situazione dei giallorossi, che di punti ne hanno 8. Ma rischiano realmente l’esonero Massimiliano Allegri e Rudi Garcia? No, decisamente no. A meno di cataclismi, i due allenatori rimarranno in sella sino a fine stagione, quando verranno fatte tutte le valutazioni del caso.