Da un Garcia all’altro: metamorfosi di un allenatore italianizzato

Dalla "chiesa al centro del villaggio" al "vinceremo lo scudetto": è basta un anno per trovarci di fronte ad un nuovo Garcia

Era stato davvero esemplare, lo scorso anno, Rudi Garcia. Arrivato in punta da piedi e da misconosciuto, nonostante il titolo vinto nel 2011 con il Lille in Ligue1, l’allenatore francese aveva condotto la Roma ad un secondo posto spettacolare, mischiando bel gioco e concretezza e facendo esplodere il talento di tanti calciatori: da Benatia, poi passato al Bayern Monaco, ad un Pjanic finalmente convincente, passando per Nainggolan, arrivato a gennaio e consacratosi in pochi mesi come uno dei migliori calciatori d’Europa. Poche polemiche, molta sincerità, persino un filo di simpatia. Poi cosa sia accaduto a Garcia non è chiaro, o forse sì: si è italianizzato, conformandosi al comportamento degli addetti ai lavori della nostra Serie A. Polemiche puntuali, a volte inopportune, senza parità di giudizio nel momento in cui gli errori arbitrali favorivano la sua Roma oppure altre squadre. Basti pensare al post Udinese-Roma, quando disse che gli arbitri non avevano sbagliato assolutamente nulla, a fronte di errori abbastanza evidenti a favore dei giallorossi. Dopo qualche settimana dall’inizio del campionato in corso, Garcia aveva osato un “vinceremo lo scudetto” che neppure il più incauto dei tecnici, magari a giochi quasi fatti, si è mai sognato di fare. Il tecnico francese quelle parole le ha invece pronunciate, ben sapendo quanto facilmente infiammabile sia il tifo capitolino. Finchè non si è arrivati al momento che nessuno immaginava: una Roma in crisi di gioco e di risultati che ha portato Garcia ad un ridimensionamento delle intenzioni che, alla luce delle dichiarazioni di qualche settimana fa, lascia a dir poco perplessi: “Badiamo a conservare il secondo posto“, Peccato, perchè quell’allenatore che, a pochi giorni dall’insediamento sulla panchina capitolina, aveva parlato di “chiesa da riportare al centro del villaggio“, adesso pare davvero un altro personaggio. Ma nessuna colpa particolare, per Garcia, se non quella di essersi uniformato al livello di gran parte dei suoi colleghi. Peccato, davvero peccato…