Chi osa vince. Chi più in alto sale, più lontano vede. Scegliete voi. Fatto sta che quella di Andrea Cistana è solo l’ultima favola di chi, partito dai dilettanti, è arrivato in Serie A. E c’è persino chi, come il giovane difensore del Brescia, è andato oltre. Cistana è salito alla ribalta per la sua convocazione in Nazionale. Il ct Roberto Mancini ha approfittato della qualificazione già acquisita per l’Europeo per chiamare qualche giovane di prospettiva. E il centrale delle Rondinelle è rientrato in questa cerchia di privilegiati. Ma se andiamo a ritroso sono tanti i giocatori che ci hanno creduto e hanno fatto il grande salto. C’è chi è arrivato in Nazionale, chi in Champions League e chi da dilettante è diventato un apprezzato professionista ed è rimasto ad alti livelli tra Serie A e Serie B.
Chi è riuscito a compiere un passo gigantesco per la propria carriera è sicuramente Andrea Nalini. Una gloria effimera per lui, che con il Crotone ha raggiunto la Serie A nella stagione 2016-2017 arrivato in estate dalla Salernitana. Prima del passaggio in Serie B tante stagioni con la Virtus Verona tra i dilettanti. Un’esperienza quella in Serie A che Nalini non dimenticherà mai: all’ultima giornata di quel campionato sono arrivati anche i suoi due primi, e finora unici, gol in Serie A: una doppietta contro la Lazio valsa di fatto la salvezza. Chi è sullo stesso piano di Nalini è Gaetano Letizia. L’esterno campano in Serie A ci è arrivato due volte: la prima nel 2015-2016 con la maglia del Carpi, la seconda con quella del Benevento nel 2017-2018. Oggi gioca ancora con i Sanniti, ma in precedenza giocò due stagioni con la maglia del Pianura, società campana scomparsa.
Come si diceva, c’è anche chi è andato oltre una semplice apparizione in Serie A. Chi ha spianato la strada a Cistana in Nazionale, i precursori se così vogliamo definirli, sono stati Moreno Torricelli, protagonista con le maglie di Fiorentina e Juventus negli anni ’90-2000 e partito addirittura dall’Eccellenza con l’Oggiorno per passare poi in Serie D alla Caratese, Fabio Grosso, eroe del Mondiale 2006 che iniziò con il Renato Curi. Altri, invece, di recente sono arrivati in Nazionale partendo da lontano. E’ il caso di Lasagna, esploso con il Carpi, ma protagonista tra i dilettanti con le maglie di Governolese, Cerea ed Este, di Manuel Lazzari, con le maglie di Montecchio, Delta 2000 e Giacomense prima del salto di qualità con Spal e Lazio. Anche Leonardo Pavoletti è partito da lontano per arrivare in Serie A e in Nazionale. L’attuale bomber del Cagliari ha giocato in Serie D con l’Armando Picchi fino al 2008.
Alcuni calciatori sono delle eccezioni alla nostra classifica. Rientrano in questa categoria Gianluca Grava, bandiera del Napoli, partito dalla Casertana e arrivato a giocare in Champions League, David Okereke, che in Serie A non ci è arrivato anche se lo avrebbe meritato ma sta giocando la Champions League con il Club Brugge in un girone che comprende anche Real Madrid e Psg. Anche Davide Moscardelli rientra nella categoria delle eccezioni. L’attaccante di origini belghe non è mai passato dalla Serie D ma la sua carriera è partita comunque dai bassifondi del calcio italiano con la Maccarese.
C’è anche chi in Nazionale o in Champions League non ci è arrivato, ma assaggiata la Serie A ci è rimasto. E’ il caso di Bani (Bologna), Ceccherini (Fiorentina), La Mantia (Lecce), Magnani (Brescia), Goldaniga (Genoa), Pinna (Cagliari), Dell’Orco (Lecce), Meccariello (Lecce) e Di Gaudio (Verona). Tutti loro giocano nella massima categoria in questa stagione. E anche loro sono partiti dai dilettanti.
Arriviamo al capitolo nostalgia. Per chi ama il calcio romantico abbiamo scelto tre esempi di attaccanti che ce l’hanno fatta. Il primo è Christian Riganò. Eccellenza, Promozione e Dilettanti con Lipari, Messina e Igea Virtus. Poi la scalata che lo ha portato a segnare 29 reti in Serie A, 19 nella stagione 2006-2007 a Messina. La sua ascesa lo portò anche in Spagna, nella Liga, con la maglia del Levante. Anche il “Bisonte” Dario Hubner ha avuto un percorso simile. Niente Serie D per l’ex attaccante, tra le altre, del Brescia. In principio fu l’Euromobil Pievigina nel campionato Interregionale veneto. Poi valanghe di gol tra Serie C, Serie B e Serie A, che gli valgono tutt’oggi il titolo di unico, insieme a Igor Protti, ad avere vinto la classifica dei cannonieri dei tre maggiori campionati italiani. Un altro che è partito dal Campionato Interregionale ed è arrivato ad alti livelli è Riccardo Zampagna. I fantacalcisti ricorderanno le sue prodezze in rovesciata con le maglie di Messina e Atalanta. Eppure anche lui è partito dall’Eccellenza con la maglia dell’Amerina.
Storie che solo il calcio sa regalare. Partire dal basso per arrivare dove tutti sognano. E’ il sogno di ogni bambino che inizia a dare calci ad un pallone. Per salire lì in alto, dove si vede più lontano…





















