E’ una stagione magica per Aurelio De Laurentiis, alla guida di Napoli e Bari. Gli azzurri sono sempre più vicini al suo terzo scudetto della storia, nonostante la sconfitta nell’ultima giornata del campionato di Serie A contro la Lazio. Il Napoli dovrà gestire 15 punti di vantaggio sull’Inter, 17 sulla Lazio e 18 sulla coppia formata Roma e Milan. A 13 giornate dal termine il distacco sembra tranquillizzante.
Stagione di altissimo livello anche del Bari. In attesa della partita del Genoa contro il Cosenza la squadra occupa la seconda posizione, valida per la promozione diretta in Serie A. Il Bari è reduce da tre vittorie consecutive e nell’ultima giornata è arrivato il colpo in trasferta contro l’Ascoli. Il campionato è ancora lungo e la classifica cortissima, ma la squadra di Mignani è una seria candidata alla promozione diretta.

La multiproprietà
Nel campionato italiano continua a tenere banco il caso della multiproprietà, ovvero l’impossibilità a gestire due squadre di calcio nella stessa categoria. Il ‘rischio’ concreto per il presidente De Laurentiis è quello dover decidere tra Napoli e Bari, ovviamente solo nell’eventualità della promozione della squadra di Mignani in Serie A.
“Se il Bari dovesse salire in Serie A sarà ceduto solo a qualcuno che dia la garanzia di saper gestire bene un club di calcio, che sappia dare un’impostazione industriale”. Così il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), all’aulario del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo della Campania Luigi Vanvitelli.
Su Zhang: “ogni tanto lo vedo interessarsi, anche se quando si presenta allo stadio di solito perdono… Poi quando lo inquadrano ha la faccia da cane bastonato…”.
Sulla festa scudetto: “sono passati 33 anni dall’ultimo scudetto, pensate quanti napoletani sono nati da allora. Dopo esser sprofondati nel fallimento ed esser rinati con questa crescita costante, il coronamento di uno scudetto potrebbe far impazzire la città. che secondo me sta già impazzendo e si sta organizzando. Potrebbero esserci 2 o 3 milioni di partecipanti alla festa scudetto”.
Su Sarri: “ha giocato da paraculo. Invece di giocarsela alto ha deciso di bloccare i due terzini. Kvaratskhelia ha fatto la cagata di toccarla a Vecino e quello ha segnato”.