E’ vigilia di derby in Serie A. Si gioca Roma-Lazio, una partita che non ha bisogno di presentazioni sotto l’aspetto ambientale e della classifica. I giallorossi occupano la 5ª posizione con 52 punti, i biancocelesti la 7ª con 46 punti.
“Giocare il derby da allenatore cambia, con gli anni da calciatore avevo iniziato a gestirlo perché all’inizio lo soffrivo. Oggi infatti mi sento tranquillo. I ragazzi la stanno approcciando bene, lavorano forte. Cerchiamo di dare equilibrio, è una partita che carichiamo il giusto senza andare troppo oltre”. Sono le parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa.
“Il derby, se lo giochi 20 anni nello stesso posto, non puoi pensare di viverlo avendo solo ricordi positivi. Oggi ripenso al primo giocato, quando Mancini fece gol di tacco, a fine gara ero l’uomo più felice del mondo. Sono cose che non ti dimentichi”.
“Devi preparare tutto, non è una partita normale e con conseguenze normali. Non ha lo stesso stress di Roma-Sassuolo. Stavo anche leggendo qualche numero, 0 gol negli ultimi 3-4 derby. Anche nei ragazzi c’è voglia di rivalsa, ma dobbiamo alimentare questa voglia. Poi c’è da preparare una partita di calcio contro una squadra forte”.
Le ultime di formazione
“Abraham? Vediamo l’allenamento e quali saranno le direttive dei medici. Vediamo se ce lo lasciano convocare o ha bisogno di allenarsi ancora con la squadra. Con infortuni così lunghi, ci sono scadenze da rispettare, oggi capiremo”.
“Non sappiamo con certezza se Zaccagni ci sarà o meno. Abbiamo poco per fare ipotesi sulla Lazio, ci concentriamo tantissimo su di noi, conoscendo comunque la filosofia di gioco di Tudor, sapendo che la Lazio non giocherà per 90 minuti come l’Hellas Verona perché ci vuole tempo”.
“Ipotesi vere e proprie sulla formazione non ne possiamo fare, abbiamo visto veramente poco finora. Ci sono tante cose che tu prepari a volte in base agli avversari fai delle scelte, ma non ci stravolgiamo per gli avversari. Potrebbe succedere qualora dovessimo incontrare giocatori veramente unici, in futuro”.
La sfida in panchina
Infine un commento sul collega Igor Tudor: “entrambi siamo subentrati e non abbiamo avuto tanto tempo per lavorare, abbiamo fatto pochi allenamenti, lui meno di me. Ho una grande stima nei confronti di Igor lo ritengo un allenatore importante, con un’idea precisa. Viene da una gruppo di allenatori che ha in Gasperini il capostipite, ma è un allenatore intelligente e sa che non con tutte le squadre può fare quel tipo di calcio si adatterà alla squadra che ha trovato, almeno nel breve. È una persona che stimo e con la quale ho un bel rapporto”, conclude De Rossi.