DeLaurentiis-Sarri, amore senza la scintilla: retroscena (e dubbi) che hanno preceduto la firma

Da ieri Maurizio Sarri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli, ma il presidente De Laurentiis ha tentennato più volte prima di chiudere l'operazione. Prudenza o indecisione? Tutti i retroscena di una trattativa più difficile del previsto

Un anno di contratto più di uno di opzione, che se generata scatenerebbe a sua volta un’ulteriore stagione da vivere insieme: Sarri e il Napoli, tutto fatto. Firma (finalmente) compresa. Baci, abbracci e pacche sulle spalle a decretare l’inizio di una nuova avventura a tinte azzurre. Eppure, aldilà di numeri e sorrisi, qualcosa in questa trattativa tra De Laurentiis e l’ex allenatore dell’Empoli sembra non tornare: tempi e modalità in primis.

Andiamo per ordine. Giusto ricordare che la prima scelta del Napoli era Unai Emery del Siviglia, con De Laurentiis volato in Spagna per provare a convincere (con esito negativo) l’allenatore; e, prima ancora di Emery, il Napoli aveva praticamente concluso con Sinisa Mihajlovic, per poi tentennare troppo permettendo l’inserimento fatale del Milan. Storie di mercato, intrecci che fanno parte del gioco. Giusto, giustissimo.

Così come l’incontro quasi casuale tra De Laurentiis e Sarri: galeotto un evento (il Football Leader) organizzato proprio all’ombra del Vesuvio, stesso tavolo e tra una portata e l’altra discorsi che ricadono sul futuro. I due si osservano, si piacciono e si danno appuntamento per riparlarne presto. Con Sarri che annulla il viaggio verso Cagliari. Amore a prima vista? Sembrerebbe, ma non lo è. Perché gli incontri alla Filmauro tra le parti sono costanti, ma la firma tarda ad arrivare.

Problemi burocratici un po’ come sta succedendo tra il Milan, Inzaghi e Mihajlovic? No, assolutamente. Sarri con l’Empoli aveva già sistemato ogni pendenza nei giorni scorsi, stesso dicasi per Benitez accasato a Madrid oramai da giorni. Prudenza dirà qualcuno, certo perché no. E allora perché la telefonata a Montella, fresco di esonero da parte della Fiorentina? Il ‘no, grazie’ dell’allenatore al progetto azzurro c’è stato eccome.

Progetto. Forse è proprio questa la chiave. Con Sarri, allenatore preparatissimo ma che fino ad oggi ha allenato l’Empoli come piazza più rilevante, sembrerebbe spegnersi quell’idea di internazionalizzazione che lo stesso De Laurentiis ha sbandierato ai quattro venti nel corso dell’ultimo biennio.  Certo, l’arrivo di Sarri potrebbe velocizzare la definitiva esplosione di Gabbiadini e Insigne, e dal mercato potrebbero arrivare Immobile, Tonelli e Valdifiori: un Napoli versione Italia, progetto intrigate. Ma che contrasta con quanto annunciato negli ultimi anni dal presidente del Napoli. Baci, abbracci, pacche sulle spalle e una firma già arrivata. Nonostante la scintilla dell’amore, tra De Laurentiis e Benitez, non si mai definitivamente scoccata.