“Il calcio è noioso, ci sono 22 uomini che vanno avanti e indietro a rincorrere un pallone”. Andatelo a dire a loro cosa è successo stasera. Andatelo a dire a loro cosa si sono persi, stasera. Stasera è andato in scena… il calcio. In tutta la sua essenza. E’ successo che una squadra, seconda classificata, aveva la possibilità di agganciare la capolista ieri sconfitta. Ma non in una gara qualunque, bensì nel derby. In quello coi cugini, alla Scala del calcio. E’ successo che questa squadra, per 50 minuti, non ha praticamente visto il pallone, andando sotto all’intervallo meritatamente. Ma poi, all’improvviso e quasi casualmente, ha accorciato e pareggiato in un non nulla, completando poi la rimonta in maniera letale.
Si è appena concluso uno dei derby della Madonnina più belli degli ultimi anni. Anzi, lo diciamo senza esagerare, uno dei più belli di sempre. Sì, perché non capita tutti i giorni, in un’atmosfera come quella di San Siro, sempre emozionante e mozzafiato, di assistere ad una gara del genere.
Il primo tempo è tutto del Milan. Una sola squadra in campo, stile tedesca. Gli uomini di Pioli si muovono alla grande, come un’orchestra perfetta. L’Inter non c’è. E’ assente. Non è scesa in campo, è rimasta a Udine. Pressing, intensità, squadra corta, buon palleggio e raddoppi. Con il meritato, doppio vantaggio. Prima Ibra vola in cielo e manda in rete Rebic, poi è lui stesso a mettere dentro di testa, segnando il suo primo gol a San Siro (alla seconda avventura) nella serata più importante.
Importante, sì. Per lui e per i suoi compagni poteva anche diventare una serata da ricordare. La ricorderanno, sicuramente, ma in negativo. Avranno gli incubi. Accade infatti che l’Inter la riprende dal nulla con un super gol di Brozovic e poi con Vecino. Tutto riaperto, ma i nerazzurri non sono sazi. De Vrij vola più in alto di tutti e fa 3-2. Poi traversa Eriksen su punizione da casa sua, palo di Ibra e Lukaku che chiude i conti.
Signori del calcio, signori che amate il calcio. Questa sera è andata in scena una serata memorabile. Ma non ditelo a loro, non ditelo a quelli che “il calcio è noioso, ci sono 22 uomini che vanno avanti e indietro a rincorrere un pallone”.